Dungeon Defenders:la recensione

Dungeon Defenders combina abilmente gli elementi
caratteristici del Tower Defense con un’impostazione
tipicamente Action/RPG. Il risultato è un equilibrio
talmente ben riuscito che probabilmente non passerà
molto tempo prima che venga emulato. Uscito poco
meno di un anno fa, prima per iOS e poi per
Android, arriva su PC, Xbox e PS3 attraverso il Digital
Delivery. Trendy Entertainement, potendo contare sui
feedback ricevuti dall’esperienza nel mobile-gaming,
ha realizzato un prodotto che diverte e sorprende.
Orchi in fiamme
Etheria è in pericolo. Il regno, terra di miti e
leggende, è minacciato dalla sbadataggine di quattro
piccoli apprendisti che in assenza dei rispettivi
maestri hanno evocato un’orda di creature malvage.
Questa tenterà in tutti i modi di raggiungere il
cristallo sacro per poter liberare l’entità maligna
custodita in esso e all’impreparato quartetto starà il
difficile compito di fermarla.
Dopo aver scelto che panni vestire verremo aiutati
dal tutorial -forse inizialmente troppo invasivo- a
gestire la mappa di gioco e le abilità del nostro alter
ego.
Come da tradizione Tower Defense il nostro compito
consiste nell’impedire all’orda nemica di raggiungere
un determinato obiettivo e per arrestarne il passo
avremo a disposizione diversi sistemi difensivi. I livelli
sono 13 ed offrono una curva di apprendimento
graduale che favorisce un approccio piacevole e poco
frustrante ai giocatori meno esperti, tuttavia
aumentando la difficoltà diventa quasi impossibile
sopravvivere per più di qualche minuto se non dopo
molte ore di pratica. Ogni livello è costituito da
diverse ondate di nemici che progressivamente
aumenteranno di numero. Prima dell’arrivo di ogni
ondata potremo approfittare di una fase di pretattica
dedicata alla gestione dell’equipaggiamento (da qui in
poi equip) o al recupero dell’unica risorsa in gioco: il
mana. Naturalmente senza di esso non potremo
usare nessuno dei meccanismi difensivi ne tanto
meno attivare le abilità speciali dell’apprendista.
I ruoli giocabili sono rappresentati dai quattro
protagonisti: un piccolo mago, un quasi cavaliere,
una cacciatrice elfo ed un monaco silenzioso. Tutti
molto diversi l’uno dall’altro e così ben integrati nella
struttura di gioco da riuscire a modificare
completamente il gameplay in funzione del ruolo
scelto.
Il mago non si allontana molto dalla pura
espressione del Tower Defense. Armato di bastoni
magici è capace di attacchi ad area di notevole
potenza ed è l’unico a disporre di torrette difensive
tradizionali che provocano ingenti danno al nemico
(con fulmini e palle di fuoco) arginandone
contemporaneamente l’avanzata. Il cavaliere, armato
di spadoni e lame di ogni sorta, porta l’esperienza di
gioco ai limiti di un hack and slash. Letale nel
contatto diretto si presta in maniera ottimale ad un
gioco frenetico di mischia favorito da sistemi difensivi
medioevali (barricate e ruote chiodate o balestre
giganti per citarne qualcuno) .
La cacciatrice elfoè un ruolo votato unicamente
all’attacco e richiede molta capacità tattica in quanto
dispone solo di semplici trappole. Di vario genere
(esplosive, velenose, fumogene e così via) sono letali
al momento dell’attivazione ma inutili nel
contenimento dell’esercito nemico poiché non
costituiscono un ostacolo fisico. Specializzata in fucili
e balestre orienta il gameplay verso un approccio
tipico di un third person shooter. Per ultimo il
monaco , il ruolo più complesso da giocare. In
difficoltà nel contatto ravvicinato -riesce comunque
ad infliggere pesanti danni- è decisamente più a suo
agio sulla media distanza attraverso l’uso di piccole
sfere di energia dai danni modesti ma molto veloci.
Complessivamente poco incisivo nell’attacco, eccelle
nella difesa e nei crowd control grazie ad alcune aure
energetiche capaci di curare gli alleati o creare
disordine tra i nemici. Peculiari nelle loro
caratteristiche, ben definiti ed ottimamente
caratterizzati, i quattro protagonisti costituiscono
indubbiamente il punto di forza di Dungeon
Defenders . Disegnati per coprire l’uno le lacune
dell’altro -senza prevaricazioni di ruolo- interagiscono
tra loro in modo equilibrato regalando un’esperienza
appagante e mai noiosa anche in modalità co-op .
La componente Action/RPG di Dungeon Defenders
rivoluziona completamente il genere Tower Defense.
In realtà i primi a provarci furono i ragazzi svedesi di
Coffee Stain Studios con il progetto Sanctum (potete
leggerne la recensione qui ).
Tuttavia è Trendy Entertainement che riesce a
ridisegnare un intero sistema di gioco senza privarlo
degli elementi distintivi che ne hanno decretato il
successo nel corso degli anni.
Dungeon Defenders permette agli apprendisti di
aumentare di livello ottenendo ogni volta i
tradizionali punti talento da investire in uno skill-tree
costituito da voci tutt’altro che banali: la velocità dei
proiettili e delle frecce nel caso della cacciatrice; il
raggio di azione dei meccanismi di difesa o la
riduzione del gap tra una loro attivazione e l’altra ne
sono un piccolo esempio. Questo favorisce un
upgrade incisivo che non deve facilitare la
progressione in-game ma aumentarne lo spessore
per tutti e 70 i livelli disponibili.
Anche l’equip, che otteniamo uccidendo i nemici o
aprendo i forzieri presenti nello scenario, possiede
uno skill-tree; decisamente meno complesso,
permette (usando la forgia) di modificare le stats a
nostra discrezione spendendo ingenti quantità di
mana.
Locande, manichini e goblin in HD
Valve Pack
Come già detto Dungeon Defenders è disponibile in
Digital Delivery su varie piattaforme.
Tra tutte, Steam offre in esclusiva un pacchetto che
contiene l’intera squadra di Team Fortress ed
un’arma speciale per la cacciatrice elfo: la Portal
gun . I primi sono presenti come pet, la seconda,
comportandosi proprio come in Portal, rivoluziona
completamente il gameplay lasciando ampio spazio
alla creatività.
Tra un’ondata e l’altra di brulicanti orde nemiche è
inevitabile fare tappa alla locanda. Il proprietario si
comporterà con noi come un mercante tutt’altro che
ingenuo offrendoci degli articoli sempre nuovi a
prezzi decisamente folli -molto utile la possibilità di
“bloccare” uno o più oggetti tra quelli in vendita
evitando che, in attesa di poterlo acquistare, esso
venga sostituito da altri. Fortunatamente l’uso
dell’inventario è gratuito e viene condiviso tra tutti
nostri personaggi.
Oltre al classico campionario di armi ed armature
possiamo acquistare dei pet appartenenti al
tradizionale bestiario fantasy (draghetti e tigri alate
ad esempio) che, decisamente inclini al
combattimento, si riveleranno essenziali in più di
qualche frangente essendo dotati di caratteristiche
particolari che andranno a potenziare ulteriormente
le nostre skills. Tuttavia non entreremo nella locanda
soltanto per vendere o comprare, tant’è vero che la
maggior parte del tempo che vi passeremo verrà
dedicato a socializzare con la comunità di giocatori
on-line.
Spesso, in attesa che tutti vengano catapultati al
centro dell’azione dalla modalità on-line scelta,
trascorreremo qualche minuto nella locanda del
server che ci ospita. In compagnia di altri giocatori,
inganneremo il tempo impegnandoci in attività utili e
divertenti: potremo barattare armi ed equip portando
avanti le trattative con una chat semplice e
funzionale, oppure ripiegare sul manichino di paglia
in fondo alla sala per testare il proprio set-up o
partecipare a gare di DPS (vi ricorda nulla?).
Il multiplayer on-line di Dungeon Defenders è diviso
in due categorie: Ranked e Free.
Entrambe permettono di condividere con altri
giocatori tutte le modalità del single-player (compresi
i 13 livelli della campagna principale) e di creare
sessioni di gioco private per poter invitare i propri
contatti preferiti. La differenza sta nel fatto che in
Ranked i server sono ufficiali, e per evitare qualsiasi
uso di mod e cheat -in quanto i punteggi ottenuti
serviranno a scalare le classifiche mondiali- vengono
gestiti e moderati direttamente da Trendy
Entertainement. Nella modalità Free invece tutto
viene lasciato in gestione a server che non escludono
nessuna delle due ipotesi citate. In mancanza di una
buona connessione al web non dobbiamo
abbandonarci alla più cupa disperazione: sarà
sufficiente ripiegare sul multiplayer in locale con uno
split-screen fino a 4 giocatori.
Dungeon Defenders , sviluppato su Unreal Engine3, è
tecnicamente sorprendente. L’ottimo lavoro svolto si
riflette in una scalabilità eccezionale che ci ha
permesso di avviare una sessione di gioco su un
portatile piuttosto datato (un solo processore a 3Ghz,
1 gb di ram e scheda video integrata Intel). L’altro
lato della medaglia è rappresentato dalla possibilità di
giocare in full HD con una palette di colori a tinte
unite molto vivace che ben si adatta al cell shading –
sebbene un vertex shader troppo spigoloso tenda ad
evidenziare eccessivamente un aliasing già di suo
abbastanza marcato. Sulla configurazione di prova (i5
2500k, gtx560ti OC e 8gb di ram) non abbiamo
riscontrato cali improvvisi di FPS che incredibilmente
restano costanti anche con un migliaio di nemici a
schermo. L’orda è costituita da una decina di
creature differenti ben animate: orchi , goblin,
demoni e così via. L’ IA assicura un buon grado di
sfida e ai livelli massimi di difficoltà mette a dura
prova i nervi dal momento che alcune creature non
esiteranno ad inseguirci trascurando senza problemi
il loro obiettivo ed ostacolando il nostro. Anche i
boss-fight si rivelano impegnativi e non sempre sarà
sufficiente prenderli a colpi di spada. Il level design è
indovinato e si presta bene alla natura del gioco; le
mappe rappresentano gli scenari tipici di un castello
medioevale e risultano piacevoli da vedere.
Purtroppo la personalizzazione del proprio alter ego è
molto scarsa e si limita nei colori, mentre le
tonnellate di equip che indosseremo non
modificheranno l’aspetto standard -soltanto le armi
godono di skin differenti.
Poco più che sufficiente nella campionatura il
comparto audio. Le tracce musicali sono discrete e
accompagnano bene lo svolgersi dell’azione, tuttavia
essendo poche annoiano e passano subito in secondo
piano.

Informazioni su davidedezan

alto,esperto di pc e simpatico!

Pubblicato il 30 ottobre 2011, in giochi, News, ps3, recensioni, sony con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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