Uncharted 3: L’inganno di Drake Recensione

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Uncharted è sicuramente l’esclusiva Sony per Playstation 3 più prestigiosa. Le avventure stile Indiana Jones di Nathan Drake sono in grado di scatenare la frustrazione dei possessori di console rivali tanto che la creatura di Naughty Dog potrebbe di sicuro essere eletta simbolo della Ps3 esattamente come Super Mario per Nintendo eHalo per la Xbox. E quindi già solo per questo si può immaginare l’attesa con la quale i fans hanno aspettato l’arrivo sugli scaffali dei negozi del terzo capitolo della saga nata nel 2007 e proseguita due anni fa. E possiamo già anticiparvi che l’attesa è stata premiata, visto che simo di fronte a uno di quei titoli che non si possono fare a meno di avere nella propria collezione. E già che ci siamo lasciamo anche un messaggio a genitori, nonni e fidanzate di giocatori: Uncharted 3 è uno di quei giochi che chiunque vorrebbe sotto l’albero di Natale…  LA TRAMA  In questo terzo capitolo i ragazzi di Naughty Dog ci portano alla scoperta anche del passato di Nathan e degli altri personaggi, tanto che in una delle prime scene assisterete alla nascita dell’amicizia tra lui e Sullivan. Ma la storia vera e propria – cercando come sempre di non anticiparvi troppo per non guastarvi la sorpresa – è quella che vede Nathan seguire le orme del suo antenato, sir Francis Drake, e mettersi sulle tracce di Ubar, una favolosa città perduta soprannominata l’Atlantide del Deserto.  Inutile dire che, come al solito, Drake non è l’unico iscritto a questa caccia al tesoro. Questa volta dovrà vedersela con una donna, Katherine Marlowe in una lunga corsa che, come in passato, porterà i protagonisti a scontrarsi in diversi angoli del globo.  Senza andare oltre, vi possiamo però confermare che anche questa volta siamo di fronte a un’avventura dal taglio cinematografico, animata da uno dei personaggi più carismatici degli ultimi anni, nato da una sorta di incrocio tra Indiana Jones, Han Solo e Lara Croft, ma anche da una serie di personaggi secondari altrettanto ben caratterizzati e ottimamente inseriti nella sceneggiatura.  IL GAMEPLAY  Gioco che vince non si cambia. Parafrasando un detto sportivo, possiamo riassumere così la scelta di Naughty Dog di non rivoluzionare un gameplay che ha fatto breccia nel cuore – e nel portafoglio – degli appassionati. La squadra che vince però può anche decidere di non limitarsi a portare a casa il risultato, ma di stravincere. E così ecco delle piccole modifiche al sistema di gioco che vanno a correggere i pochi difetti per presentare un gioco ancora più bello dei precedenti.  Sostanzialmente, Nathan continuerà ad essere impegnato in sparatorie, scazzottate e arrampicate. Per quanto riguarda il primo aspetto, la differenza più notevole è nel comportamento dei nemici: rispetto al passato saranno meno numerosi ma decisamente più intelligenti. E quindi non stupitevi se li vedrete impegnati in tattiche di aggiramento e accerchiamento e anzi guardatevi sempre le spalle perché qualcuno potrebbe spuntare proprio da lì.  La differenza più “visibile” è invece quella introdotta nei combattimenti corpo a corpo. Nate avrà movimenti molto più fluidi e potrà concatenare una serie di calci, pugni e schivate anche in mezzo a un nugolo di avversari. Ma l’aspetto più notevole è la straordinaria capacità di adattamento al luogo in cui si svolge lo scontro con la possibilità di sfruttare elementi di arredo, pareti e mobili a proprio vantaggio, ad esempio afferrando una bottiglie e usandola come arma o scaraventando un avversario fuori da una finestra, con trovate che a volte vi lasceranno stupiti e a volte vi strapperanno un sorriso.  Poche infine, rispetto al passato, le differenze nelle fasi platform. Drake potrà utilizzare al meglio appigli di ogni tipo per superare ostacoli e risolvere piccoli enigmi, anche grazie al fidato diario che ci porteremo sempre in tasca e sul quale appunteremo tutti gli indizi trovati nella nostra caccia al tesoro.  IL MULTIPLAYER  Ovviamente anche in Uncharted 3 non poteva mancare una modalità multiplayer in grado di divertire e prolungare di parecchio la longevità del titolo, grazie anche al numero e alla qualità davvero notevole delle mappe realizzate dai programmatori.  Tra le tante modalità a disposizione, si segnala soprattutto la “2vs2vs2”, una originale battaglia tra tre squadre di due persone in grado di coinvolgere ancora di più delle classiche deathmatch a squadre e tutti contro tutti (che comunque non mancano). Non manca neanche una modalità ispirata all’ormai classica Orda di Gears of War, con il caratteristico combattimento contro ondate di nemici sempre più agguerriti ma caratterizzata dall’attivazione di obiettivi secondari come, ad esempio, recuperare un prezioso manufatto.  Infine, non manca neanche una modalità cooperativa, con missioni ispirate alla campagna da affrontare con altri tre giocatori.  COMPARTO TECNICO  La grafica di Uncharted 3 resta ancora una volta il vero biglietto da visita di una serie in cui giochi di luce, effetti speciali e colori sempre brillanti rappresentano una vera gioia per gli occhi. Rispetto al passato il miglioramento più evidente è quello nella realizzazione degli scenari ma anche la modellazione dei personaggi è ottima, pur senza toccare le vette di altri prodotti concorrenti. Come già detto, ottime la regia cinematografica e soprattutto le animazioni di Drake, caratterizzate da un’estrema fluidità e da una straordinaria ed innovativa capacità di interazione con gli scenari.  Di buon livello anche il comparto audio, con musiche sempre azzeccate e in grado di accompagnare l’azione senza essere troppo invasive e con un ottimo doppiaggio in italiano.  Uncharted 3: L’inganno di Drake è un gioco sviluppato da Naughty Dog e prodotto da Sony in esclusiva per Ps3.  I VOTI  Grafica 10 
Sonoro 9,5 
Giocabilità 10 
Multiplayer 9 
Longevità 9          Totale 9,75

Informazioni su davidedezan

alto,esperto di pc e simpatico!

Pubblicato il 1 dicembre 2011, in giochi, News, ps3, recensioni, sony con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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