Sly Cooper: Thieves in Time – Hands on

La Playstation Experience di quest’anno è un evento “itinerante”, che trascina i giornalisti di settore lungo la costa ovest degli Stati Uniti, per mostrare alcuni titoli chiave della Line-Up esclusiva di Ps3. Mentre voi leggerete questo articolo, noi di Everyeye.it saremo diretti nell’assolata Santa Monica. Lasciamo che questa affermazione si commenti da sola, prima di presentarvi invece le ultime novità su Sly Cooper: Thieves in Time, quarto capitolo della storica saga di Platform, sviluppato dagli “esordienti” Sanzaru Games. Condotti a sud di San Francisco, nella sede centrale del team di sviluppo, abbiamo avuto modo di provare per la prima volta la nuova avventura di Sly, scambiando quattro chiacchiere con il Lead Designer Mat Kraemer ed il presidente della società Glen Egan. Se già le presentazioni dell’E3 e della Gamescom erano state convincenti, pad alla mano questo “Sly 4” si dimostra solido e interessante, ed abbastanza variegato da incuriosire i fan di una serie rimasta per troppo tempo lontana dalle scene.
Fra Sushi e Cavalieri
Sly Cooper: Thieves in Time - hands on - PS3Come ben saprà chi ha letto i nostri precedenti articoli, la trama di Thieves in Time comincia immediatamente dopo gli eventi del terzo capitolo. Bentely, dedicandosi a tempo pieno ai suoi strani esperimenti, ha costruito niente meno che una macchina del tempo. Lo strano congegno (in verità un’audace revisione del furgonicno di Murray) sembra aver alterato il continuum spazio-temporale, tanto che le pagine del Thievius Raccoonus, il libro che racchiude tutte le conoscenze della dinastia dei Cooper, stanno lentamente cambiando. La geniale tartaruga deve così rimettere insieme il vecchio team, strappando Sly alle amorevoli attenzioni di Carmelita Fox, per muoversi attraverso le ere e rimettere a posto le cose. Nel corso delle precedenti presentazioni avevamo già visto all’opera il sistema di Costumi che permette a Sly di cambiarsi al volo, per guadagnare un’abilità speciale legata all’abito di uno dei propri antenati. Nel Giappone Feudale l’armatura di un Samurai garantiva ad esempio la possibilità di respingere proiettili infuocati. Nel nuovo Playtest abbiamo invece visitato l’Inghilterra dei “Secoli Bui”, in cui ancora si respirano echi arturiani e lo scintillio delle armature di cavalieri risplende sul campo di battaglia. La nostra missione consisteva nella liberazione dell’eroico Sir Gallen, intrappolato in uno strano circo delle meraviglie, pieno di trampolini, trapezi e cerchi infuocati. A disposizione di Sly, un costume simile a quello di un improvvisato Robin Hood: la pressione fulminea del dorsale L2 permette di cambiarsi al volo. Vestendo i panni di un agile arciere, possiamo raccogliere da appositi cestini delle frecce legate ad una corda, così da scagliarle contro classici bersagli e creare un camminamento sospeso. Le doti atletiche di Sly basteranno poi per proseguire nel livello.
Al di là dell’inedita abilità, lo stage visionato ci è apparso decisamente ben costruito: senza troppi nemici in giro, questa parte dell’avventura si focalizzava interamente sulla coordinazione e sul tempismo. Saltando di piattaforma in piattaforma, o camminando sulle corde per evitare le palle di cannone scagliate ad intervalli regolari, Sly si è dimostrato il solito equilibrista. Finalmente una sequenza che recupera la tradizione dei Platform 3D a 128 Bit, mescolando un po’ dell’immortale Crash Bandicoot con le più riuscite sequenze del primo Jak & Daxter. Il sistema di controllo è apparso responsivo e funzionale, modellato sulla base di quello classico della serie: per superare lo stage è sufficiente il doppio salto e il tasto per interagire con l’ambiente, aggrappandosi alle corde, o accucciandosi con meticolosa precisione sui cucuzzoli sporgenti delle architetture. Un’altra sequenza che abbiamo giocato personalmente è ci ha messo per la prima volta nei panni di uno degli Antenati di Sly. Il viaggio in Giappone di cui abbiamo già parlato ci farà infatti conoscere Rioichi Cooper, eccezionale ninja e cuoco provetto (si vocifera che sia addirittura l’inventore del sushi). In ogni periodo storico che visiteremo avremo l’occasione di giocare direttamente con gli avi di Sly, in uno stage in cui dovremo utilizzare la caratteristica peculiare del personaggio in questione. Pare infatti che i ladri della famiglia Cooper non abbiano tramandato tutti i loro preziosi trucchetti, e questo significa che il giocatore avrà molto da scoprire. Nel caso di Rioichi la tecnica segreta che potremo utilizzare si chiama Dragon Leap: mentre siamo accucciati su una sporgenza, premendo il dorsale destro possiamo focalizzarci su un appiglio molto lontano per eseguire un balzo più lungo del normale.
Il level design ovviamente invita a sfruttare pesantemente queste skill inedite. Nel caso specifico, la nostra missione era quella di penetrare nel ristorante di Rioichi, rubando alle guardie le chiavi di sicurezza per aprire le varie porte. I toni della missione erano quindi più orientati verso lo stealth: saltando sulle lanterne vicino al soffitto dovevamo aggirare le guardie, evitando attentamente i fasci di luce delle loro lampade. Schivare i laser di sicurezza (finiti anche nel Giappone feudale per il caos che i nostri viaggi temporali hanno generato) era questione di tempismo, mentre per borseggiare le guardie bastava avvicinarsi di soppiatto, stando attenti a non urtare i fragili piatti di porcellana disseminati nello stage. Anche in questo caso la progressione ci ha soddisfatto, evidenziano una diretta connessione con le dinamiche classiche della serie. Thieves in Time resta comunque un platform molto indulgente, abbastanza facile ma non banale. Preoccupati riguardo ad una certa linearità che le presentazioni hanno mostrato fino ad adesso, abbiamo chiesto al team lumi sulla struttura globale del gioco. Sanzaru Games ci ha risposto che Thieves in Time recupererà molti degli elementi dei primi due capitoli. Dallo Sly originale il team ha tratto ispirazione per i combattimenti contro i boss, mentre dal secondo episodio arriva la presenza di macro aree che fungono da Hub Centrale per la selezione dei singoli livelli.
Non potevamo chiedere di meglio: ogni epoca che visiteremo avrà un grosso livello in cui dovremo stabilire il nostro covo. Potremo poi girare liberamente per l’ambientazione e scegliere quale missione affrontare. E’ all’interno delle singole missioni, quindi, che il team proporrà un’esperienza più lineare e pilotata, sostenuta però da un level design sempre brillante. Per il resto il giocatore sarà libero di vagare alla ricerca dei molti extra collezionabili: monete per comprare nuove skill o le classiche bottiglie che contengono frammenti delle pagine del Raccoonus. La formula sembra vincente: basti pensare infine che i diversi Costumi che Sly indosserà potranno essere “trasportati” da un’epoca all’altra. Grazie ai travestimenti sbloccati progressivamente il procione potrà tornare negli stage già affrontati e scoprire nuove aree prima inaccessibili. A garanzia del replay value, il team ci informa che per terminare il titolo al 100% saranno necessarie molte più delle 15 ore richieste per concludere la main quest. Dal punto di vista del gameplay, dunque, possiamo dirci più che soddisfatti. Sanzaru Games sta sviluppando un titolo che rispetta profondamente il concept dei capitoli originali, inserendo nell’equazione ottime novità. C’è ovviamente da sperare che la qualità del level design si mantenga su buoni livelli, e che gli stage avanzati propongano un grado di sfida leggermente maggiore. Anche gli scontri con i boss sono tutti da scoprire. Restate con Everyeye.it per ogni altro dettaglio. Sul fronte tecnico, Thieves in Time si presenta con un Cell Shading pulitissimo, un comparto animazioni eccezionale, ma soprattutto una direzione artistica sempre ispirata. Creative, un po’ ciniche ma movimentate da una simpatia mai forzata, le tavole preparatorie appese sui muri dello studio si trasformano in game in ambienti vivaci e ricchi di particolari.

Thieves in Time è un titolo esplicitamente dedicato agli appassionati della serie, creato da un team i sviluppo che ha amato alla follia i primi capitoli e vuole costruire un action platform all’altezza delle aspettative. Il feeling di base è quindi quello classico, di un platform leggero che si diverte a proporre una buona alternanza di situazioni: ora stage più attenti all’aspetto esplorativo, ora momenti stealth in pieno stile Sly Cooper. Consapevoli però di dover proporre qualcosa di nuovo, i ragazzi di Sanzaru Games hanno ben pensato di giocare con i costumi e con gli antenati per variare le abilità del protagonista e, di conseguenza, il level design. Tutto procede sui giusti binari, e questo autunno la banda di ladri più famosa del mondo Playstation tornerà sulle scene in grande stile.

Informazioni su davidedezan

alto,esperto di pc e simpatico!

Pubblicato il 24 aprile 2012, in giochi, ps3, sony con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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