Recensione Far Cry 3: lo sparatutto open che convince

Far Cry 3 – Clicca per ingrandire

Genere: FPS
Sviluppatore: Ubisoft Montreal
Distributore: Ubisoft

La serie di Far Cry ha incontrato molti ostacoli prima di uscire con un secondo capitolo bello molto controverso. Ubisoft ha deciso d’insistere su questa saga e con Far Cry 3 si è staccata completamente dai due episodi precedenti. Nella nostra anteprima siamo rimasti piacevolmente colpiti e fortunatamente le sensazioni positive sono rimaste anche in sede di recensione, anche se non sono tutte rose e fiori. Scopriamo insieme pregi e difetti di questo sparatutto.

Una vacanza indimenticabile

Come al solito prima di cominciare con la recensione vera e propria facciamo una breve descrizione degli eventi che danno il via all’avventura. In Far Cry 3 assistiamo alla vacanza di un gruppo di sette amici, impegnati a festeggiare il brevetto di pilota di uno di loro. Il gruppo è composto da fratelli, coppie e compagni inseparabili legati da anni di amicizia.

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Tutto sembra andare per il verso giusto, con feste esotiche e la tipica incoscienza della gioventù benestante statunitense. Peccato che dopo l’ennesima avventura, una sessione adrenalinica di caduta libera, l’atterraggio non è dei migliori. Jason e suo fratello Brad si svegliano infatti legati, imbavagliati e imprigionati in una gabbia di bambù. È qui che si conosce Vaas, un individuo folle che conta non solo di ottenere un riscatto per la liberazione dei ragazzi ma, non contento, ha intenzione di vendere i due ostaggi come schiavi una volta incassato il denaro.

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Da qui inizia una fuga nella fitta giungla che circonda l’accampamento di Vaas e un susseguirsi di eventi permette di fare un po’ di chiarezza su quanto sta succedendo sull’isola. Si scopre così che Vaas è il leader di una banda di pirati che fa il bello e il cattivo tempo in questo piccolo angolo di paradiso tropicale e che i propri compagni d’avventura sono stati tutti imprigionati in un luogo sconosciuto.

L’unica cosa da fare è intraprendere la via del guerrierio Rakyat (la popolazione locale), liberare tutti gli amici e tornare a casa. Il nostro giovane eroe si trasforma perciò da giovane turista spaurito in una macchina da guerra guidata dall’adrelina. Il tutto in pochissimo tempo, ovviamente.

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Il realismo non alberga da queste parti, ma gli autori sono riusciti a trovare molte idee geniali nelle varie fasi del gioco che vi sorprenderanno. La storia è appassionante ed è in grado di tenervi incollati allo schermo per diverse ore, dall’inizio alla fine. Inoltre preparatevi per un vero e proprio colpo di genio che illuminerà la parte finale del gioco, introducendo una nuovo livello di profondità di gameplay per la gioia di tutti.

Aggiungete a tutto questo la follia di Vaas e dei suoi discorsi, un cast di personaggi ben caratterizzati e una storia che vi porta ad affrontare omicidi, criminalità, rapimenti, droga e capirete che ci sono tutti gli ingredienti per trasformare questo paradiso tropicale in un inferno al di là del controllo delle autorità.

Un’avventura divertente con missioni secondarie sotto tono

Uno sparatutto che si rispetti non può contare soltanto su una trama affascinante e personaggi carismatici e Far Cry 3 si comporta bene anche quando si tratta di passare all’azione. La sopravvivenza del protagonista deve infatti passare attraverso l’uccisione di dozzine di pirati e miliziani. La missione principale è molto interessante e rinnoverà costantemente gli obbiettivi del giocatore.

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Si passa dalla liberazione di un ostaggio a una “passeggiata” in un edificio in fiamme, dall’esplorazione di templi in stile “Indiana Jones” alla conquista di villaggi e molto altro. Questi compiti sono il cuore delle partite single player di Far Cry 3, sono molto divertenti e difficilmente vi deluderanno.

Al contrario le missioni secondarie diventano presto ripetitive. Vi ritroverete spesso a dover riattivare torri radio per scoprire nuove zone della mappa e avere armi gratuite nei negozi, oppure a sterminare le forze nemiche negli avamposti per sbloccare nuovi punti di vendita e luoghi dove viaggiare rapidamente.

Fortunatamente avrete a che fare anche con compiti secondari divertenti, come recuperare un oggetto particolare o uccidere un cane rabbioso. Senza queste piacevoli pause si assisterebbe soltanto a sfide che a dire il vero si rivelano noiose. Uccidere un pirata con un coltello, cacciare un animale specifico, corse contro il tempo, partite di poker, sfide in cui bisogna fare il massimo punteggio per impressionare i propri amici e così via.

Non proprio il massimo della vita per delle missioni che alla fine dei conti si rivelano superflue, anche se permettono di guadagnare denaro ed esperienza, due componenti che aiuteranno a finire il gioco più facilmente.

Ubisoft non ha eseguito un lavoro eccelso sulla varietà di queste missioni eppure il gameplay è talmente piacevole al punto da invogliare i giocatori a trascorrere più tempo possibile su quest’isola, grazie anche ad alcune idee decisamente ben confezionate.

Una di queste è il tatuaggio del protagonista. Questo rappresenta infatti il “livello di guerriero Rakyat” di Jason. Per ogni nemico ucciso e obbiettivo completato si ottiene un punto abilità da usare in uno dei tre alberi a disposizione. Se si sceglie di “potenziare” l’airone ci si concentrerà sugli attacchi a distanza, lo squalo invece aumenterà i punti vita del protagonista e l’efficacia nei combattimenti corpo a corpo. Infine chi predilige il ragno migliorerà le abilità d’infiltrazione.

Si potrebbe pensare che sia quasi obbligatorio specializzarsi in un settore per approfittare del proprio stile di gioco, ma non è così. La scelta d’investire punti in tutti e tre gli alberi offre infatti dei vantaggi. In questo modo si potrà aumentare la propria vitalità, la velocità di ricarica di alcune armi, migliorare la stabilità con il fucile da cecchino e sfruttare diverse opzioni per le uccisioni di nascosto, come un attacco a due nemici contemporaneamente o saltando da una sporgenza (grazie Assassins’ Creed). Stiamo parlando di tantissimi potenziamenti che renderanno Jason una vera e propria macchina da guerra.

Stealth o azione in stile Rambo? A voi la scelta

Nonostante le varie possibilità offerte dai potenziamenti il nostro eroe comincerà la sua avventura con altre preoccupazioni. All’inizio del gioco Jason può portare solo un’arma e un numero limitato di munizioni, soldi e oggetti curativi. Per aumentare la capacità dei “contenitori” bisogna andare a caccia e recuperare diverse pelli, che possono essere trasformate in borse più capienti. Questo è un punto essenziale del gameplay e deve essere affrontato il più presto possibile.

Trovarsi a corto di munizioni contro un gruppo di nemici arrabbiati potrebbe avere conseguenze disastrose, ma il gioco riesce a offrire la possibilità di cavarsela anche in situazioni estremamente pericolose. Basta avere pazienza, studiare gli avversari e adottare un approccio furtivo per sterminare poco per volta i nemici.

L’efficacia di questo stile di gioco è così elevata che non possiamo fare a meno di consigliarlo come approccio base per affrontare tutto il gioco. Nessuno vieta ovviamente di andare incontro ai nemici peggio di Rambo e Terminator messi insieme, ma considerando la netta superiorità numerica degli avversari si corre il rischio di complicarsi la vita inutilmente.

Inoltre crediamo che sia decisamente più appagante studiare il nemico con la propria macchina fotografica (che sostituisce il classico binocolo) e identificare gli obbiettivi prima di gettarsi nella mischia. Una volta completata la fase di osservazione si può camminare lentamente e accovacciati, evitando di fare rumore e identificando i sistemi di allarmi per metterli fuori uso.

Se i nemici dovessero scoprire il giocatore, nella maggior parte dei casi si presentano dei rinforzi a moltiplicare le forze avversarie in campo, creando molteplici difficoltà. Jason ha dalla sua la possibilità di sfruttare qualche trucchetto per avere la meglio sulle guardie. Lanciando una pietra per esempio si farà rumore e si attira l’attenzione del nemico, in modo da sorprenderlo da dietro tagliandogli la gola con un coltello da combattimento. Ovviamente non bisogna dimenticarsi di nascondere il cadavere.

Questo stile di gioco non vi convince? Non c’è problema, basta avere un po’ di munizioni, una buona copertura e impallinare ogni essere vivente inquadrato nel mirino. Volendo si può perfino aumentare la confusione nelle linee nemiche con alcuni animali. Non è raro infatti trovare gabbie contenenti tigri e orsi. Il giocatore può scegliere di liberare le bestie feroci, che non vedono l’ora di ribellarsi ai propri carnefici. Bisogna tuttavia fare attenzione, perché queste creature aggressive potrebbero decidere di attaccare anche voi.

Come potete vedere il gameplay è molto curato e permette di divertirsi sia in modalità “stealth” sia con un approccio tipico dei classici sparatutto in soggettiva. Tutto dipende dallo stile di gioco adottato e il risultato è una libertà d’azione molto apprezzabile.

Questo è ciò che rende Far Cry 3 molto appassionante. Gli sviluppatori di Ubisoft hanno avuto il coraggio di creare un’esperienza sia unica sia completa, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’immersione notevole che vi mette al centro dell’azione e di tutta l’avventura.

Longevità elevata ed esperienze extra-sensoriali

L’immersione e la follia sono due dei tratti distintivi di Far Cry 3 e li ritroviamo entrambi nell’assunzione, volontaria e non, delle droghe allucinogene. Queste sostanze vi portano in un mondo etereo dove la vegetazione cresce e scompare davanti ai vostri occhi, dove gli oggetti si allontanano man mano che ci si avvicina e così via.

 

Queste sequenze non sono nient’altro che dei piccoli extra altamente scenografici. A volte si manifestano sotto forma di premonizioni, o al contrario di flashback. Inoltre danno luogo a momenti di gioco inaspettati e molto piacevoli, ma vi lasciamo il piacere di scoprirli di persona. Infine sappiate che il finale vi riserva una grossa sorpresa che vi spingerà a ricominciare il gioco immediatamente.

La longevità di Far Cry 3 oscilla tra le 25 e le 30 ore, senza perdersi eccessivamente nelle missioni secondarie. Una durata notevole per uno sparatutto in soggettiva. L’arsenale a propria disposizione è il classico di questo genere di giochi. Fucili a pompa e d’assalto, armi da taglio, fucili da cecchino, mitragliatrici, granate a frammentazione, C4 e molotov saranno all’ordine del giorno.

Le sensazioni restituite dalle armi sono molto convincenti, con livelli di rinculo differenti, una precisione che cambia notevolmente in base all’arma selezionata e altre statistiche che bisogna analizzare con cura per aumentare le possibilità di sopravvivere. Una delle armi realizzate con maggiore cura è l’arco, che vi permette di ammazzare i nemici silenziosamente o di gettare il panico fra gli avversari con frecce incendiarie.

Oltre alle armi dovete fare attenzione alle siringhe in grado di potenziare o curare il protagonista, che si possono portare in numero limitato. Il nostro consiglio è di riservare questi spazi alle siringhe in grado di rigenerare la salute, evitando quelle che forniscono un bonus temporaneo (come una maggiore resistenza alle fiamme).

Segnaliamo inoltre la possibilità di guidare vari veicoli, anche se queste sezioni si rivelano tutt’altro che sorprendenti. Jeep, auto, camion, barche, moto d’acqua, buggy e perfino deltaplani, la varietà è senza dubbio elevatissima, ma la fisica si dimostra un po’ fantasiosa. Niente di troppo grave tuttavia, non mancano momenti divertenti alla guida di questi veicoli e servono comunque a trasportarvi dal punto A al punto B velocemente e senza troppe difficoltà.

Multiplayer divertente ma non eccelso

La campagna single player di Far Cry 3 è una delle migliori esperienze videoludiche del 2012, ma il multiplayer non riesce a raggiungere le stesse vette. Il principale difetto è la mancanza della libertà d’azione tipica della modalità per un singolo giocatore. Una delle trovate più interessanti è una campagna cooperativa ambientata sei mesi prima degli eventi della missione principale, su un’isola diversa dell’arcipelago e con altri protagonisti, decisamente meno carismatici rispetto ai nostri eroi.

 

Anche in questo caso si nota tuttavia l’eccessiva linearità di questa modalità, con ondate di nemici che arrivano incontro ai giocatori. Inoltre il bilanciamento delle forze nemiche è impostato su quattro giocatori, per cui aspettatevi di sudare parecchio se vi ritroverete ad affrontare questa modalità soltanto in due persone. Ci sarebbe piaciuto che la campagna coop fosse una versione multiplayer dell’avventura principale, con la possibilità di esplorare l’isola e di staccarsi dalla trama principale di tanto in tanto per potenziare il proprio personaggio. Sarà per la prossima volta (speriamo).

Le altre modalità multiplayer includono  il classico deathmatch a squadre, e alcune varianti del solito controllo di alcune aree o punti d’interesse (i trasmettitori radio). Una delle più interessanti è la modalità Firestorm, che costringe i giocatori a dare fuoco contemporaneamente a due serbatoi di benzina, una per ogni squadra.

Una volta cominciato l’incendio aspettatevi un vero e proprio inferno di fiamme sulla mappa, che complica l’obbiettivo di conquistare il solito trasmettitore radio. Le variabili introdotte dal fuoco determineranno tuttavia il percorso da seguire, aggiungendo un po’ di pepe alla missione.

Non mancheranno inoltre i soliti perks, boost e potenziamenti vari, ma una delle caratteristiche più interessanti della modalità multiplayer è l’editor di livelli, che ha già portato alla crezione di scenari decisamente esilaranti, come potete vedere nei numerosi video comparsi su YouTube.

Difficilmente chi ama il multiplayer competitivo si sposterà da Battlefield 3 o Black Ops II per dedicarsi a Far Cry 3, ma tutto sommato rappresenta un’aggiunta gradita. Lo sparatutto di Ubisoft rimarrebbe comunque un gioco incredibilmente solido anche senza modalità multigiocatore, e l’inserimento di quest’ultima aggiunge ulteriore valore a un pacchetto che raggiunge livelli già eccellenti.

Grafica realistica ma con qualche bug di troppo

L’ultimo argomento che ci rimane da affrontare riguarda il lato tecnico di Far Cry 3. La versione PC del gioco è ben curata. La vegetazione lussureggiante e le spiagge di sabbia ci hanno fatto venire una terribile nostalgia delle vacanze estive. Dall’altro lato l’esplorazione delle baraccopoli e dei templi ha il sapore di una vera e propria avventura alla ricerca di tesori nascosti.

 

Se gli ambienti sono realizzati in modo convincente anche la modellazione dei personaggi fa una bella figura. I protagonisti del gioco sono realizzati in modo realistico e con uno spiccato accento sulla muscolatura degli attori di questo gioco dal cast prevalentemente maschile.

Le animazioni non deludono sia quando si tratta di muoversi a piedi sia a bordo di veicoli, e anche le espressioni facciali sono molto convincenti e piacevoli da guardare durante le sequenze di dialogo. Nonostante questi pregi il gioco è lontano dall’essere tecnicamente perfetto.

Il framerate, per esempio, meritava una migliore ottimizzazione. Non aspettatevi di impostare tutte le opzioni grafiche al massimo e di ottenere un framerate fluido e stabile sopra i 60 FPS con una configurazione di fascia media, perché per ottenere questo risultato bisognerà dotarsi di un PC con componenti più moderni.

Inoltre nella nostra esperienza di gioco abbiamo riscontrato alcuni bug direttamente collegati al gameplay, come la scomparsa del mirino, o dell’arma intera, fino ad arrivare ad un’intera sessione di gioco vissuta con una sorta di “bonus” che annullava i danni degli avversari. Un problema che si è misteriosamente risolto da solo dopo una mezz’oretta.

Quello che ha dato più fastidio è senza dubbio il clipping. Qualsiasi cosa si faccia le texture e gli elementi 3D si materializzando davanti agli occhi del giocatore con un leggero ritardo. Niente di grave, per carità, ma avremmo gradito che questo difetto fosse del tutto assente. Infine segnaliamo un angolo di visione abbastanza limitato, che potrebbe risultare fastidioso per gli utenti abituati a una visione più ampia del mondo di gioco. La speranza è che Ubisoft sistemi presto questi inconvenienti, facilmente risolvibili con una patch.

 

Genere: FPS
Sviluppatore: Ubisoft Montreal
Distributore: Ubisoft
Voto: 9 / 10

Far Cry 3 è senza dubbio un gran bel gioco. Questo terzo capitolo risolve brillantemente i difetti del suo predecessore e offre un’esperienza di gioco molto piacevole. Tra sequenze d’azione adrenalinica e infiltrazione ad “alta tensione” il giocatore può sbizzarrirsi ad adottare lo stile di gioco a lui più congeniale, sfruttando alcune sottigliezze che possono fare la differenza negli scontri a fuoco con i nemici.

Lo sparatutto di Ubisoft è un vero e proprio viaggio, esotico e al tempo stesso inquietante, oscuro ma dalle tinte colorate. La campagna single player può contare su un cast di personaggi molto carismatici mentre chi non riesce a resistere alle partite multiplayer si può dilettare con le classiche modalità competitive, una campagna co-op un po’ insipida rispetto all’avventura principale e un editor di livelli che promette di regalare numerose soddisfazioni.

Alcuni bug e imprecisioni tecniche (il clipping su tutti) hanno ritoccato verso il basso il voto finale di questo gioco, ma ciò non toglie che ci troviamo di fronte a uno dei migliori giochi del 2012 e sicuramente al migliore di questo ultimo periodo dell’anno.

Pro Contro
Personaggi indimenticabili Missioni secondarie poco interessanti
Azione e infiltrazione mischiate sapientemente Clipping onnipresente
Gameplay ben calibrato Ottimizzazione imperfetta
Avventura principale molto interessante
Longevità elevata
Animazioni e grafica convincente

 

Fonte:thom’s hardware

Informazioni su davidedezan

alto,esperto di pc e simpatico!

Pubblicato il 14 dicembre 2012, in giochi, News, ps3, recensioni, sony con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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