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PLAYSTATION 4 PRO – TUTTE LE CARATTERISTICHE

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Nel corso del PlayStation Meeting 2016, Sony ha finalmente presentato PS4 Pro, fornendo una serie di dettagli sulla nuova macchina. Analizziamoli insieme.

Prezzo e data d’uscita

PS4 Pro arriverà nei negozi il prossimo 10 novembre 2016, al prezzo di 399 euro con hard disk da 1TB (al momento unica configurazione annunciata, ma chiaramente ci aspettiamo in futuro versioni con hard disk più capienti).

Funziona con gli stessi giochi di una normale PS4

PS4 Pro non avrà giochi esclusivi rispetto a una normale PS4, ma farà girare gli stessi giochi. Gli sviluppatori avranno però a disposizione una maggiore potenza di calcolo (come vedremo tra poco) per aggiungere ai loro giochi miglioramenti grafici, di frame rate o di risoluzione, fruibili solo su PS4 Pro. Nessuna funzione di gameplay sarà diversa. L’esperienza base di gioco, al di là della veste grafica, sarà comunque la stessa su PS4 e PS4 Pro. I giochi che supporteranno le feature grafiche avanzate di PS4 Pro (che spetterà agli sviluppatori eventualmente introdurre) saranno distinguibili dalla descrizione del prodotto su PlayStation Store o da un apposito bollino che farà capolino sulla confezione fisica del gioco venduto nei negozi. Oltre che, chiaramente, dalle nostre news, anteprime e recensioni.

È più potente di una normale PS4

PS4 Pro sarà più potente di una normale PS4, quindi sia della console uscita nel novembr 2013, sia della nuova versione “slim” presentata sempre ufficialmente nel corso del PlayStation Meeting del 7 settembre (e che sarà in vendita a 299 euro con hard disk da 500 GB a partire dal prossimo 15 settembre, 16 settembre per l’Italia).

Questa maggiore potenza è dovuta a componenti hardware che, pur mantenendo un’architettura in tutto e per tutto simile a quella della precedente versione di PS4, saranno in alcune parti potenziati. Vediamoli insieme nella seguente tabella.

Le specifiche tecniche di PS4 Pro.

I cambiamenti più importanti riguardano una GPU più potente e una CPU con frequenza di clock maggiore. Questo permetterà a PS4 Pro di fornire agli utenti performance migliori per i giochi, che potranno essere valorizzati in diversi modi, come vedremo.

Supporto per 4K e HDR

PS4 Pro è pensata per sfruttare i pannelli di ultima generazione, supportando le due novità più importanti del presente e dell’immediato futuro, nel campo dei televisori: 4K e HDR. La risoluzione di 4K Ultra HD (3840×2160) sarà però di base sfruttata grazie a un processo di upscaling. Non tutti i giochi gireranno nativamente a 3840×2160. È possibile che molti giochi gireranno nativamente a 1080p o a una risoluzione “intermedia” (ad esempio quella di 1440p, molto usata su PC), e quindi upscalati a 4K dallo scaler interno della console.

Sarà comunque un interessante salto in avanti (soprattutto nel caso del 1440p) rispetto a PS4, dal punto di vista visivo. Sia per la risoluzione maggiore, sia per il supporto HDR (High Dynamic Range) che offre una più ampia gamma dinamica e, di conseguenza, migliori e più realistiche sfumature per quanto riguarda luci, ombre e colori. Si tratta di un passo avanti parallelo a quello della risoluzione e altrettanto importante. È bene specificare che grazie a uno dei prossimi aggiornamenti del software di sistema anche le PS4 normali (sia l’originale che la nuova slim) saranno in grado di supportare l’HDR.

 

Chiaramente, è bene ribadirlo ancora una volta, per sfruttare queste novità, 4K e HDR, è necessario affiancare a PS4 Pro un televisore di ultima generazione.

Che vantaggi avranno, invece, quelli che utilizzeranno PS4 Pro con un più classico televisore 1080p?

Continuiamo ad analizzare le caratteristiche della nuova PS4 Pro.

I vantaggi di PS4 Pro con i televisori 1080p

Come abbiamo visto, PS4 Pro supporta 4K (anche se non necessariamente in modo nativo) e HDR, ovvero caratteristiche sfruttabili da chi è in possesso di un televisore di ultimissima generazione. È quindi una console inutile per chi ha a casa un “semplice” schermo a 1080p? No. Ci sono vantaggi anche per la “vecchia” risoluzione.

Grazie al suo hardware potenziato, infatti, PS4 Pro sarà anche in grado di far girare i giochi PS4 alla risoluzione di 1080p con dettagli grafici migliori e un frame rate più alto o più stabile. Spetterà sempre agli sviluppatori decidere in che modo sfruttare le maggiori potenzialità hardware di PS4 Pro. Non abbiamo in questo momento sotto mano né la console né alcun gioco PS4 aggiornato per sfruttarla, quindi non abbiamo ancora la possibilità di valutare con i nostri occhi questo tipo di miglioramenti, ma a giudicare da quanto detto da Sony (che ha confermato ufficialmente che gli sviluppatori potranno migliorare i giochi su PS4 Pro anche alla risoluzione di 1080p) e considerando la potenza hardware in più, non è difficile immaginare che anche solo con un televisore 1080p si potranno godere di vantaggi non irrilevanti (chiaramente sempre e solo dal punto di vista della qualità grafica o della fluidità).

È probabile, ma questa al momento è una nostra deduzione, che – come succede da anni su PC – per alcuni giochi sarà possibile scegliere quali vantaggi attivare, anche per i possessori di un televisore 4K (perché magari anche chi ha un televisore 4K vorrà giocare in 1080p, se questo significa avere una maggiore fluidità). Ci sarà quindi da valutare, gioco per gioco e caso per caso, quali vantaggi potranno ottenere i possessori di TV 4K e i possessori di TV 1080p. Le nostre prove sul campo, inutile dirlo, vi verranno incontro, in questo senso, dandovi tutte le informazioni del caso, di gioco in gioco.

Uncharted 4 sarà uno dei primi giochi a sfruttare le potenzialità grafiche di PS4 Pro, grazie a un opportuno aggiornamento. Non vediamo l’ora di vederlo in questa nuova veste!

Quali giochi supporteranno la maggiore potenza di PS4 Pro?

Man mano che passerà il tempo, a partire dal prossimo 10 novembre, sicuramente la maggior parte dei giochi PS4 arriverà sul mercato già pronta per sfruttare le migliorie offerte da PS4 Pro, sia per televisori 4K che per televisori 1080p. Non solo. Tutti gli sviluppatori che vorranno farlo, potranno aggiornare i loro giochi già esistenti per renderli migliori su PS4 Pro. Al momento, ufficialmente, è stato confermato che, tra i giochi già esistenti, di sicuro Uncharted 4 e Deus Ex: Makind Divided saranno aggiornati graficamente in tempo per il 10 novembre. Tra i giochi in arrivo, invece, è confermato il supporto a PS4 Pro da parte di Call of Duty: Infinite Warfare, Mass Effect: Andromeda, Days Gone, Horizon: Zero Dawn, FIFA 17, Battlefield 1, Watch Dogs 2, Spider-Man. Siamo sicuri che questa lista sarà pressoché inutile nel giro di poche settimane, se non di poche ore, dal momento che quasi tutti gli sviluppatori si precipiteranno a confermare che i loro giochi in arrivo sfrutteranno le potenzialità della nuova console. Così come siamo sicuri che arriveranno patch su patch per molti importanti titoli già sul mercato.

Streaming video in 4K

PS4 Pro sarà in grado di visualizzare video in 4K e nel corso del PlayStation Meeting è stato annunciato l’arrivo in tempo per il 10 novembre di una nuova app di Netflix per PS4 Pro appositamente realizzata per sfruttare questa risoluzione (ricordiamo che Netflix è uno dei primi servizi di streaming video ad aver proposto i suoi contenuti alla risoluzione di 4K). Lo stesso succederà con YouTube, che sta lavorando a un aggiornamento della sua app per lo stesso motivo, e in futuro anche per altri servizi.

Narcos Renewed for Season 3 and Season 4 by Netflix
Narcos è una delle serie Netflix disponibili in 4K.

Niente supporto per i Blu-ray Ultra HD

In modo abbastanza sorprendente, Sony ha confermato ufficialmente che PS4 Pro non leggerà i Blu-ray Ultra HD. I normali Blu-ray saranno automaticamente upscalati alla risoluzione di 4K se la console è collegata a un televisore 4K. Molto probabilmente la scelta di non dotare la console di un lettore Blu-ray Ultra HD è uno dei motivi per cui Sony è riuscita a tenere il prezzo di PS4 Pro tutto sommato molto basso. Gli appassionati di home video che aspettavano l’annuncio di questa console anche per valutare un altro potenziale lettore per la loro futura (o anche già cominciata) collezione di Blu-ray Ultra HD rimarranno quindi probabilmente delusi da questa notizia. Ricordiamo che, rimanendo in campo console, Xbox One S è invece dotata di lettore Blu-ray Ultra HD.

Performance migliori con PlayStation VR

PS4 Pro offrirà prestazioni migliori anche con il visore PlayStation VR in arrivo il prossimo 13 ottobre al prezzo di 399 euro. Esattamente come succede per i giochi “normali”, anche i giochi per PlayStation VR, e il visore stesso, saranno compatibili con entrambe le versioni di PS4. Su PS4 Pro, però, la maggiore potenza della console potrà essere sfruttata per un frame rate maggiore o più stabile. A differenza di quanto succede con i giochi normali, invece, non potrà esserci un upgrade alla risoluzione, perché in questo caso la risoluzione sarà ovviamente determinata dal visore, che esisterà in un’unica versione.

Compatibile in toto con PS4

Come già detto, PS4 Pro farà girare gli stessi giochi destinati anche alle PS4 standard, ma la compatibilità tra le due versioni della console si estende anche ad altro. Il vostro account PlayStation Network, il vostro eventuale abbonamento a PlayStation Plus, la vostra lista amici e tutti gli altri servizi di questo tipo saranno totalmente compatibili con entrambe le versioni della console. Inoltre, se passerete a PS4 Pro, potrete continuare a giocare in multiplayer online e fare party chat con i vostri amici che invece sono rimasti ancora su PS4. O viceversa, naturalmente.

Siamo solo all’inizio

PS4 Pro è stata appena annunciata e nei prossimi giorni, settimane e mesi sicuramente avremo modo di proporvi una marea di altri approfondimenti sulla nuova console Sony.

 

Fonte: ign.com

Recensione PS4: ne resterà soltanto uno!

Console nell’anima

È la prima cosa che pensi dopo qualche minuto di prova della nuova PlayStation 4. Pensi che Sony abbia voluto innanzitutto rispettare la tradizione del suo longevo e prestigioso brand: principalmente deve essere un di gaming rivolto ai giocatori. E si tratta, pertanto, di una bella differenziazione rispetto alle altre console rivali introdotte nell’ultimo periodo, che risultava già evidente dai corrispettivi eventi di presentazione.

Un sistema semplice, e torno a parlare di PS4, con un obiettivo ben preciso: ovvero permettere ai suoi utenti di avedere delle godibili esperienze di gioco. Dove con gioco non si intende tanto quell’accezione moderna e semplificatrice che rimanda al casual gaming, piuttosto il gaming vero, quei giochi complessi e profondi che hanno fatto la storia del brand. È per questo che Sony ha scelto un hardware competitivo, nonostante tutte le frizioni dovute al difficile momento economico e alla complessità di produrre hardware realmente validi in grossi volumi e a contenerli in case molto piccoli, ed è per questo che Sony ha optato per un’interfaccia utente che solo in parte costituisce un’evoluzione della Xross Media Bar di PS3.

Come noto, Sony è passata dalla controversa piattaforma Cell, con chip separato per la GPU (in quel caso gestito da Nvidia, RSX), a un sistema basato su un singolo chip, basato su architettura AMD. Come sa chi ha seguito le news di giochi che hanno riempito tutti i siti di tecnologia almeno da un anno a questa parte, PS4 offre un processore personalizzato a chip singolo con CPU x86-64 a 8 core e basata su architettura AMD Jaguar. La GPU, invece, è di tipo AMD Next Generation con tecnologia Radeon.

La presenza di memoria GDDR5 e il fatto che la GPU sia configurata a 18 unità di calcolo, contro le 12 di Xbox One, produce una netta differenza prestazionale, con un vantaggio di circa 40 punti percentuali a favore di PS4, nonostante frequenze di funzionamento superiori per Xbox One. Il dibattito ovviamente è aperto su come tutto questo possa diventare esplicito nei videogiochi veri e propri, anche se probabilmente vedremo le cose migliori in termini di grafica con le esclusive PS4 piuttosto che con le esclusive Xbox One, come è successo peraltro anche con la precedente generazione. Ma influirà anche il cloud gaming, in misure e modi che adesso possiamo solo immaginare.

Ma Sony ha inteso contare soprattutto sulla tradizione, come dicevamo, senza cambiare la sua strategia storica e quindi puntando ancora una volta su un sistema che è soprattutto, e quasi esclusivamente, una console. Tradizione che iniziava il 3 dicembre 1994, storico giorno in cui la prima PlayStation raggiunse il mercato giapponese. Le origini del progetto, però, risalgono a molto tempo prima, precisamente al 1988, dall’impulso di una società che in quel periodo non era propriamente estranea al mondo dei videogiochi.

Nintendo, infatti, contattò Sony, chiedendole di realizzare una tecnologia per NES che dotasse quest’ultima piattaforma di lettore ottico. Sony aveva già esperienza sui CD-ROM ed era in grado di creare una tecnologia che potesse consentire a Nintendo di dotare le sue console di supporto di storage all’avanguardia per l’era, con la possibilità di immagazzinare i giochi su supporti decisamente più capienti. Nel marzo del 1991, quindi, in occasione del CES, Nintendo annunciava il suo Super Nintendo con unità ottica Sony ma, subito dopo l’annuncio, arrivò la notizia sulla fine della partnership tra Sony e Nintendo. A quel punto la grande N si affidò a Philips e motivò la rottura con Sony con ragioni di caratterene economico sulla ripartizione degli introiti.

A dare l’impulso decisivo alla creazione di PlayStation è però, come tutti i veri fan di videogiochi sanno, Ken Kutaragi, tutt’oggi ricordato come il Padre di PlayStation. Kutaragi fondò Sony Computer Entertainment Inc. il 16 novembre del 1993, insieme ad un dirigente proveniente da Sony Music, ovvero Shigeo Maruyama. Sempre nel 1993, Phil Harrison sarebbe diventato CEO dei Sony Computer Entertainment Worldwide Studios.

La prima PlayStation aveva degli innegabili fattori di superiorità rispetto alle console Nintendo e Sega che in quel momento dominavano il mercato. Innanzitutto il supporto CD-ROM, che permetteva di avere giochi con un maggior numero di contenuti e tendenzialmente più vasti. Inoltre, era facile da fabbricare, e i costi di produzione erano considerevolmente inferiori rispetto a quelli delle console rivali. Il supporto dei grandi produttori del mondo dei videogiochi, come Electronic Arts in Occidente e Namco in Oriente, fece il resto.

Nel 2000, quando il brand PlayStation era ormai consolidato, arrivò anche PlayStation 2, che seguiva DreamCast di un paio di anni e anticipava i rivali GameCube e Xbox di un anno. PS2 è ancora oggi la console di maggior successo di sempre, essendo riuscita a fare diventare mainstream delle serie videoludiche che in precedenza erano conosciute solo da una piccola schiera di appassionati, come Gran Turismo, Tomb Raider e Grand Theft Auto. Sony ha venduto complessivamente 150 milioni di unità di PS2, superando di circa un terzo il traguardo, comunque considerevole, fatto segnare dalla sua console precedente.

Con PS3, poi, nel 2006 avrebbe voluto creare un sistema all’avanguardia, capace di competere non solo con le console rivali ma con qualsiasi altro sistema, PC inclusi, in termini di qualità grafica e di potenzialità offerte agli sviluppatori. Per quello avviò l’avveniristico progetto Cell, un processore ultra-parallelizzato che avrebbe dovuto consentire di ottenere prestazioni notevoli. La storia è abbastanza fresca, quindi non mi dilungo ulteriormente in tale direzione. Il fatto che Sony abbia deciso di abbandonare completamente quella tecnologia per PS4, affidandosi su un’architettura x86 tradizionale e più vicina ai PC, è già segno ben tangibile di come il piano precedente, in realtà, sia stato un fallimento.

PS3 vende molto meno rispetto alle console precedenti, nonostante il suo ciclo vitale sia ben lungi dall’essere finito. A oggi, ha infatti venduto circa 65 milioni di unità. Ciò dipende da vari fattori, e da un cambiamento generale delle abitudini di gaming del grosso del pubblico, con cui Sony dovrà venire a patti anche nel caso di PS4. L’emergere dei formati mobile e casual game sempre più accattivanti, in una realtà ben diversa rispetto a quella di una volta in cui ognuno di noi ha sempre meno tempo per dedicarsi a esperienze di intrattenimento molto longeve e in cui la fruizione dei contenuti è sempre più superficiale, sono elementi che stanno alla base di un cambiamento epocale nel settore dell’intrattenimento, a cui bisogna aggiungere anche il fenomeno social.

Esteriormente

Ma è finalmente giunto il momento di dedicarci espressamente a PlayStation 4. Esteriormente, la nuova console Sony appare come un piccolo parallelepipedo formato su entrambi i lati da due differenti tipi di superfici: una opaca e zigrinata, l’altra lucida. La parte anteriore è fortemente inclinata e nasconde due porte USB 3.0, molto facili da raggiungere per il cavo del gamepad e per eventuali chiavette USB. Nei punti di giuntura tra i due tipi di superficie troviamo un led luminoso e, in corrispondenza della faccia frontale, due pulsanti, uno per l’accensione del sistema e l’altro per l’esplusione del supporto ottico. In entrambi i casi la pressione è immediata.

PS4

Il case di PS4 è notevolmente più piccolo rispetto a quello di Xbox One. Ecco le dimensioni precise: 27,5 x 30,5 x 5,3, contro 33,5 x 27,5 x 8 di Xbox One. Il peso è di circa 2,8 kg contro i 3,8 di Xbox One. Tutto questo rende PS4, a differenza della console Microsoft, molto facilmente trasportabile, al punto quasi da renderla un sistema mobile. È vero che buona parte degli utenti tende a tenere la console, comunque domestica, sempre ferma a casa, ma nell’eventualità si volesse trasportare il sistema in casa di un amico o comunque fuori dalle mura domestiche, sappiate che questa operazione è molto semplice con PS4.

PS4

Sul retro abbiamo le varie porte per i collegamenti. Partendo dalla sinistra troviamo il connettore AC IN, l’uscita ottica e quella HDMI, la porta Ethernet e la porta ausiliaria. Quest’ultima serve per collegare gli accessori ufficiali PS4, come la PlayStation Camera, che presentano un tipo di connessione appunto proprietario.

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Rispetto a Xbox One, quindi, manca l’HDMI IN, che nel caso della console Microsoft serve per avere il segnale televisivo direttamente all’interno della dashboard. Microsoft ha deciso di creare un sistema che prima di tutto sia un “all-in-one” capace di offrire delle forme di interazione e di intrattenimento innovative. Sony, invece, come più volte detto, intende i suoi sistemi innanzitutto come macchine per giocare. Grazie a questo ingresso, Xbox One è addirittura in grado di accogliere il segnale video della PS4 emesso dalla porta HDMI della console Sony.

PS4 è circodata da lunghi led luminosi che suggeriscono all’utente lo stato della console. Quando lampeggiano di blu comunicano all’utente il fatto che il sistema sta caricando e si sta avviando. Se il led è bianco, invece, il sistema è acceso e funzionante, mentre con led arancione abbiamo la modalità standby. Durante la modalità standby è possibile caricare il controller tramite la porta USB e rimanere collegati al PlayStation Network, per continuare a scaricare i giochi e gli altri contenuti. Per entrare in modalità standby bisogna mantenere premuto il tasto di spegnimento e selezionare la relativa voce nel menu che viene fuori.

PS4

Nella confezione, oltre al sistema principale e al gamepad, si trovano l’auricolare mono dotato di microfono, il cavo HDMI, il cavo USB per la ricarica del controller e il cavo di alimentazione AC. Non c’è, dunque, una telecamera come Kinect per il tracciamento dei movimenti dell’utente e per le funzioni di riconoscimento vocale. Questa assenza, naturalmente, giustifica in primo luogo il prezzo inferiore di 100 euro rispetto alla console rivale.

È molto utile invece il cavo USB che permette di ricaricare in maniera immediata la batteria del gamepad senza ricorrere ad accessori esterni e senza dover cambiare le batterie. Nel caso di Xbox One, invece, bisogna cambiare le batterie periodicamente (a intervalli di tempo serrati se considerate la presenza di quattro motorini di vibrazione all’interno della periferica che riducono considerevolmente l’autonomia del gamepad) oppure ricorrere a metodi di ricarica esterni o, ancora, comprare l’accessorio di ricarica ufficiale, venduto separatamente.

Interfaccia utente

L’interfaccia di PS4 è un’evoluzione della Xross Media Bar di PS3. Le migliorie sostanziali sono veramente poche, perché Sony, anche in questo caso, ha preferito puntare sulla semplicità piuttosto che sull’eleganza visiva o il sovraffollamento dei contenuti. Se alcune schermate sono pressoché identiche rispetto alla precedente UI, adesso abbiamo la nuova parte dedicata ai contenuti, strutturata in “tile” che ricordano l’ormai celeberrimo stile di Windows 8 e, conseguentemente, anche la dashboard di Xbox One.

PS4

La nuova intefaccia di PS4 è separata in due parti distinte: in alto abbiamo la cosiddetta Schermata funzioni. In questa schermata è possibile accedere a diverse voci tra cui i dettagli sui Trofei vinti, le notifiche, gli amici e le impostazioni della console, anch’esse sistemate in un menu a discesa simile a quello di PS3. Nella schermata principale abbiamo invece l’Area contenuti, che permette di accedere ai giochi o agli altri contenuti multimediali. Tutti i contenuti sono elencati da sinistra a destra, e le posizioni che occupano sono variabili e vengono determinate dall’uso che si fa delle applicazioni stesse. Quelle usate recentemente, infatti, si sistemano verso sinistra. Se si inserisce, inoltre, un Blu-ray nel lettore ecco che l’icona del gioco corrispondente si sposta immediatamente sulla sinistra, per facilitare l’avvio stesso del gioco.

Una volta che si rimane posizionati su un contenuto e si scende ulteriormente sotto, ecco che compare la schermata di informazione dei contenuti, strutturata a “tile” come dicevamo prima. Qui abbiamo l’accesso alle ultime informazioni sui contenuti selezionati, con dettagli aggiornati nel caso la console sia connessa al Psn.

Nell’Area contenuti abbiamo anche Music e Video Unlimited, i servizi in streaming messi a disposizione da Sony tramite il suo Sony Entertainment Network. I servizi consentono di ascoltare musica e di vedere film direttamente tramite la console. È possibile iniziare a fruire del contenuto di intrattenimento non appena il sistema finisce di scaricarne la prima parte. I film possono, inoltre, essere acquistati o noleggiati, e sfrutteranno ovviamente lo spazio di storage messo a disposizione dall’unità di 500 GB che si trova all’interno del sistema.

PS4

La navigazione di queste parti dell’interfaccia utente è rapida e confortevole, e non abbiamo notato difficoltà neanche nel download e nella riproduzione di voluminosi film in HD. A queste funzioni si aggiunge poi il web browser, migliorato rispetto alla versione presente in PS3. L’applicazione è reattiva e funzionale, e sfrutta le capacità di interazione messe a disposizione dal DualShock 4. Anche in questo caso non abbiamo i comandi vocali e le gesture come succede su Xbox One grazie all’unità Kinect inclusa nella confezione, ma non per questo si perde efficacia nella navigazione, che anzi risulta ulteriormente semplificata.

L’interfaccia utente di PS4 si adatta a qualsiasi tipo di utente, che inizierà sin da subito a navigare in maniera naturale, con un facile rinvenimento delle varie funzioni. Con Xbox One, invece, occorre fare un lavoro di interpretazione e imparare a memoria dove sono le varie funzioni.

Inoltre, mentre PS4 impiega pochi secondi a lanciare i giochi, anche grazie alla funzione che consente di far partire il gioco a installazione non ultimata, Xbox One impiega diversi minuti e solitamente ha bisogno del download di patch di grandi dimensioni. Nel caso di Battlefield 4, ad esempio, dal momento dell’inserimento del disco bisogna attendere meno di un minuto su PS4 per iniziare a giocare. Su Xbox One, invece, servono oltre 15 minuti e il download di una patch di dimensione superiore al GB.

Sony mette, poi, a disposizione anche la PlayStation App, che consente di navigrare tra le funzioni della console tramite smartphone o tablet. L’app mobile permette agli utenti di tenere sotto controllo l’attività degli amici e la lista Trofei, di chattare, esplorare il PS Store, ricevere notifiche, avvisi ed inviti da tutti i giochi che rientrano nell’universo Playstation. È disponibile sia per iOS che per Android.

Social

Una delle feature più reclamizzate della nuova console riguarda il nuovo tasto Share sul gamepad (di cui parleremo approfonditamente nella pagina successiva). Basta premere questo pulsante, infatti, per ritrovarsi immediatamente nella pagina dell’interfaccia utente che si occupa della gestione della condivisione dei contenuti. Non è una feature solo reclamizzata ma anche una fra le più usate dai giocatori in questo primo mese di disponibilità di PS4.

PS4

Se avete degli amici su Facebook che amano i videogiochi e che hanno acquistato la nuova console Sony, infatti, vi sarete accorti di come abbiano iniziato a inanellare uno dopo l’altro post con foto e video provenienti da vari Killzone, Knack o dagli altri giochi PS4 già presenti sul mercato. PS4, infatti, registra in qualsiasi momento gli ultimi 15 minuti di gameplay, e poi permette al giocatore di stabilire come utilizzarli e in quale forma condividerli.

Naturalmente è una funzione che richiede al sistema operativo di allocare una parte delle risorse allo scopo, sottraendole ai giochi. Sappiamo bene, però, che un uso ancora più indiscriminato di risorse viene fatto nel caso di Xbox One, visto che il sistema operativo della console Microsoft gestisce funzioni come la TV, la navigazione su internet e il traccimento degli utenti tramite Kinect parallelamente all’esecuzione dei giochi.

PS4, a proposito di condivisione, permette non solo di caricare i video sul Sony Entertainment Network e di condividerli con gli amici tramite Facebook, ma anche di trasmettere il giocato in diretta tramite Twitch o UStream. In ogni caso il video viene caricato su internet a 720p e a 30 fps, esattamente come fa anche Xbox One, e naturalmente nel caso delle dirette tutto ciò richiede prestazioni notevoli in termini di upload alla connessione a internet.

PS4

Molto interessante la possibilità di condividere il giocato su Facebook, visto che l’utente deve aspettare solo qualche minuto affinché il caricamento sul SEN venga completato, e poi si ritrova automaticamente il video sul news feed del noto social network. Inoltre si può scegliere tra quattro preset di qualità differenti, visto che la console si occupa anche del rendering del video. Purtroppo, non c’è la possibilità di avere il video in qualità raw.

Ma sono dei limiti riscontrabili anche con Xbox One, che anzi non consente all’utente di configurare la qualità finale del filmato. Sia su PS4 che su Xbox One, poi, si può montare il video direttamente sulla console e non manca la possibilità di aggiungere dei commenti vocali. Naturalmente, queste funzioni, più che a scopo giornalistico, sono tarate sull’utilizzo quotidiano dei giocatori, che vogliono trasmettere le esperienze di gioco agli amici o vogliono fornire delle guide, ad esempio, su come affrontare i tratti più ostici dei giochi.

Mentre Xbox One, inoltre, registra solamente gli ultimi 5 minuti di gioco, PS4 continua a registrare in ogni circostanza gli ultimi 15 minuti. Tuttavia, il servizio non offre lo stesso tipo di qualità in ogni situazione, visto che solo con alcuni giochi si riesce a caricare e a trasmettere in diretta l’audio insieme alle immagini. Se con Assassin’s Creed IV Black Flag, infatti, si può ottenere in questo modo anche l’audio, con Battlefield 4 questo non è possibile. Non sappiamo bene da cosa dipende questa cosa (possiamo immaginare che ci siano dei problemi con le licenze, piuttosto che tecnici), certo è che la diffusione dei contenuti, nonostante il tasto Share, è comunque ancora limitata.

PS4, così come Xbox One, ma in maniera abbondantemente pre-annunciata da Sony a differenza di quanto fatto da Microsoft, presenta il filtro High-Bandwidth Digital Content Protection, che impedisce la registrazione delle immagini trasmesse con HDMI. PS4, infatti, dispone di un filtro interno che non consente la cattura di immagini e filmati con dispositivi di terze parti come l’Elgato, Hauppague, Avermedia e simili. Per aggirare il filtro servono attrezzature avanzate come Splitter HDMI e HD PVR.

DualShock 4

Sony ha poi svolto un grosso lavoro di ingegnerizzazione e sviluppo sul nuovo gamepad. Il DualShock 4, quindi, presenta tantissimi miglioramenti rispetto alla soluzione che l’ha preceduto e, se vogliamo, in alcune cose si avvicina alle periferiche Xbox. Si pensi che presenta per la prima volta in 16 anni un layout completamente nuovo per un controller di una console PlayStation, visto che in precedenza Sony era sempre rimasta fedele al design originale. Globalmente, si tratta di un’unità superiore rispetto alla precedente per PS3 sia per confortevolezza nell’utilizzo sia per l’impugnatura sia per i materiali utilizzati.

La cosa che si nota per prima è la superficie di tipo touch che si trova nella parte superiore della periferica. Questa superficie è sensibile al tocco, ricordando in qualche modo il corrispondente touchpad che si trova nella parte posteriore di PS Vita. Inoltre, la stessa superficie è un tasto a sé stante, che consente agli sviluppatori di videogiochi di sfruttare una forma di interazione supplementare rispetto a quelle già disponibili.

PS4

I giochi del lancio come Killzone Shadow Fall già sfruttano il nuovo touch pad. Basta scorrere il dito dal basso verso l’alto, o da sinistra verso destra, o da destra verso sinistra o, infine, dall’alto verso il basso, per richiamare altrettante funzioni e abilità interne al gioco. Si tratta, nell’uso fatto da Guerrilla Games, di una sorta di corrispettivo del D-Pad, ma altri ssviluppatori potrebbero utilizzare questo touch pad in maniera più creativa. Sony, purtroppo, ha deciso di posizionarlo in un luogo alquanto scomodo perché le dita, per raggiungerlo, devono superare la parte con i joystick. Pertanto, difficilmente la superficie potrà essere utilizzata per consentire al giocatore di effettuare movimenti di precisione, perché la gestione dello spostamento del personaggio, così come vogliono i giocatori console, sarà assegnata come da tradizione ai joystick.

Questi, inoltre, si caratterizzano per una deadzone inferiore rispetto ai corrispettivi joystick del DualShock 3, e questo consente di avere una maggiore precisione negli spostamenti. Purtroppo, però, le due levette sono sormontate da una gomma di scarsa qualità, che in molti casi si stacca dal resto della struttura, lasciandola senza rifinitura. Le segnalazioni di gomme usurate, infatti, si stanno diffondendo velocemente sulla rete.

Il resto della dotazione del DualShock 4 è invece di ottima fattura. I tasti azione sono stati avvicinati tra di loro rispetto alla soluzione precedente, mentre il pulsante PS si fa premere senza complicazioni e si trova in una posizione congeniale. La notizia più interessante per chi odia la collisione dei pollici durante il gioco riguarda un certo distaccamento tra i due joystick, il che rende molto meno probabile questo tipo di collisione.

Subito sopra PS si trova anche un piccolo speaker, che può essere utilizzato autonomamente dagli sviluppatori. Alcune voci all’interno del gioco possono essere tasmesse anche da questo speaker: pensate, ad esempio, a un personaggio che comunica con il giocatore tramite radio. Sotto PS, invece, troviamo il jack per le cuffie stereo, insieme al connettore a quattro pin a cui sarà possibile collegare delle tastiere o altri tipi di periferiche. Quanto alle cuffie collegabili tramite il jack appena citato, PS4 offre la possibilità di gestire tutto l’audio della console tramite questa uscita, previo selezionamento dell’opposita opzione all’interno delle impostazioni di sistema.

Nella parte superiore del gamepad, invece, troviamo il connettore micro-USB e la light bar, che il sistema può colorare in modi diversi. Nei giochi che fanno uso della PlayStation Camera questo sistema può essere utilizzato in varie forme videoludiche, anche semplicemente per riconoscere il giocatore identificandolo a schermo con il colore corrispondente. Quanto al connettore micro-USB, come già detto, all’interno della confezione di PS4 troviamo il cavo per la ricarica di DualShock 4 tramite il sistema principale.

I grilletti presentano una maggiore escursione rispetto ai precedenti, mentre i dorsali sono più solidi e reattivi. La croce direzionale, nella parte interna, è maggiormente incavata, accogliendo meglio il pollice. Complessivamente, quindi, l’impugnatura è più confortevole, e la periferica meno stancante della precedente. Grilletti e dorsali, però, ci sembrano di qualità inferiore rispetto alla controparte Xbox One, che dedica l’intera parte superiore del dispositivo a questi pulsanti. Semplificando molto, il gamepad di Xbox One si adatta meglio a chi ha mani più piccole, mentre DualShock 4 sarà gradito soprattutto da chi ha mani grandi. Ma, appunto, si tratta di una semplificazione, perché l’esperienza d’uso varia da persona a persona.

Il software

Al lancio di PS4, Sony fornisce una serie di app che permettono di utilizzare la console anche come media center multimediale, oltre che una discreta schiera di giochi di lancio. A dire il vero, negli Stati Uniti e nel resto d’Europa è presente un maggior numero di app, soprattutto in riferimento ai servizi di video sharing. In Italia, invece, abbiamo le seguenti quattro app: IGN, Music Unlimited, Video Unlimited e Vidzone.

Killzone Shadow Fall

Come abbiamo visto nelle pagine precedenti, Video e Music Unlimited consentono di vedere film e scaricare musica in streaming, con la possibilità di acquistare o di prendere a noleggio contenuti nuovi e meno nuovi. IGN, invece, dà una prospettiva esauriente sullo stato dell’arte dei videogiochi e informa sulle ultime novità, mentre Vidzone fornisce gratuitamente lo streaming di video musicali dal sito VidZone.tv.

Nel resto d’Europa, al lancio ci sono anche BBC iPlayer, Amazon, LOVEFiLM, Netflix, BBC Sport, BBC News, Wuaki.tv, Total Channel, Demand5, RTBF, NOS Sport, Ximon, Watchever, Maxdome e Viaplay.

Quanto ai giochi veri e propri, si verifica un limite a cui siamo ormai abituati con il lancio dei nuovi sistemi. Gli sviluppatori hanno poco tempo per ottimizzare e, oltretutto, hanno ricevuto le specifiche definitive del sistema solo a pochi mesi dal lancio. Insomma, questi primi giochi non riescono sicuramente ad evidenziare il massimo potenziale dell’hardware di PS4, sia in termini di capacità computazionale che per quanto riguarda lo sfruttamento dei servizi accessori. Ad eccezione di Playroom, infatti, nessun gioco sfrutta estensivamente la PlayStation Camera.

Knack

Se per il lancio di PS3 avevamo avuto Resistance Fall of Man e Ridge Racer 7, due giochi certo non memorabili, le cose non cambiano in maniera sensibile neanche con PS4, visto che Sony vuole invogliare i consumatori a comprare subito la nuova console con Killzone Shadow Fall e Knack. Ne parleremo esaurientemente nelle recensioni dedicate che pubblicheremo su Gamemag nei prossimi giorni ma, tendenzialmente, nessuno dei due titoli può considerarsi di qualità eccellente, al punto che entrambi hanno ottenuto valutazioni dalla critica in media deludenti, spingendo gli stessi dirigenti Sony a dirsi delusi da queste recensioni.

Il nuovo Killzone è molto aggressivo visivamente, visto che costituisce un’evoluzione netta rispetto al suo predecessore per PS3. Però, a livello di trama e di narrazione, è piutto scialbo. Knack invece è un platformer per la famiglia e per il pubblico che ha apprezzato giochi come Crash Bandicoot. Il titolo sviluppato da SCE Japan Studio fa uso diffuso della fisica dinamica, anche se alla lunga il gameplay è alquanto ripetitivo.

Ci sono poi tutti i giochi di terze parti, dalle varie Electronic Arts, Warner, Ubisoft, Activision. Abbiamo, fra gli altri, giochi come Need for Speed Rivals, Injustice: Gods Among Us, Assassin’s Creed IV Black Flag e i titoli campioni di incassi Battlefield 4 e Call of Duty Ghosts, oltre che i vari sportivi Fifa 14 e NBA 2K14. Sono tutti titoli di medio/alta qualità che, però, non offrono un miglioramento visivo netto rispetto alle controparti per la vecchia generazione. L’unico che cambia in maniera netta è Battlefield 4, che consente adesso di giocare in 64 anche su console, esattamente come avviene su PC.

Resogun

Un titolo più semplice, ma non per questo meno divertente, anzi, è Resogun, disponibile gratuitamente per tutti coloro che sono abbonati al PS Plus. Sviluppato da Housemarque Studios, già artefice di Super Stardust HD per PS3, Resogun è uno shooter spaziale a scorrimento orizzontale in cui il giocatore deve pensare solo a distruggere tutto e a evitare il fuoco del nemico. Graficamente è interessante, anche perché mostra come PS4 sia in grado di renderizzare contemporaneamente numerosi oggetti senza perdere prestazioni. Offre anche un’accattivante esperienza online di tipo co-op.

In definitiva, quindi, non abbiamo ancora giochi completamente ottimizzati per la nuova console. Molto spesso si tratta di titoli resi disponibili nella finestra del lancio solo per dimostrare, da parte del produttore, l’interesse alla nuova piattaforma. I vari produttori devono ancora ottimizzare i middleware per i nuovi hardware messi a disposizione dalle due console, e anche gli sviluppatori legati alla stessa Sony, ma il discorso vale anche per Microsoft, hanno bisogno di più tempo per sfornare dei prodotti tecnologicamente validi. Sarà il caso dei già annunciati InFamous Second Son (rilascio previsto il 21 marzo) e, soprattutto, del nuovo Uncharted (rilascio previsto nella prossima stagione natalizia).

Come cambiano le prestazioni con SSD

Sony mette a disposizione degli utenti la possibilità di rimpiazzare il disco di sistema della console. Lo possono fare anche gli utenti meno smaliziati, visto che basta rimuovere la superficie a plastica lucida e svitare le cinque viti che tengono ferma l’unità di default. La rimozione della scocca esterna è immediata: basta infatti sfilarla dal corpo centrale della console, dato che non è fissata con alcuna vite.

PS4

Una volta rimossa questa parte bisogna svitare la vite che tiene ancorato l’alloggiamento dell’unità disco e poi le quattro viti che si trovano ai lati dell’alloggiamento stesso. A questo punto basta sostituire l’unità di default con un disco dotato di collegamento Serial ATA. Questo tipo di disponibilità, pertanto, consente agli utenti di dotare la console di unità SSD, che ovviamente migliorano in maniera sensibile le prestazioni, come potete vedere nei grafici che riportiamo in questa pagina. Non solo le prestazioni risultano migliorate in termini di tempistiche di avvio del sistema ma anche nel caricamento dei giochi e nel caricamento dei singoli livelli di gioco.

PS4

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PS4, dunque, consente in qualche modo agli utenti di upgradare già in partenza la console. Per rimpiazzare l’unità e renderla funzionante occorre, però, scaricare il software di base della console da PlayStation.com e installarlo sul nuovo disco. Il software si trova a questo indirizzo: nel momento in cui scriviamo la versione più aggiornata è la 1.52. Notate che esistono due firmware: uno adatto all’aggiornamento e l’altro alla reinstallazione completa del sistema: non scaricate, quindi, quello da circa 300 MB, piuttosto la versione da oltre 800 MB. Il file PUP così ottenuto va quindi inserito nella cartella PS4/UPDATE di una periferica di memorizzazione USB con almeno 1 GB di spazio a disposizione. Naturalmente va collegato il nuovo disco alla porta SATA della console, assicurandosi che il disco sia completamente vuoto.

A questo punto bisogna entrare nella modalità protetta PS4: da console spenta, bisogna premere e tener premuto il pulsante di accensione della console per sette secondi. Appena toccato il pulsante, la console emetterà un segnale acustico seguito, dopo qualche secondo, da un nuovo segnale acustico. Appena udito il secondo segnale acustico e congiuntamente all’apparizione del logo PS a schermo, bisogna rimuovere il dito dal pulsante di accensione, collegare il controller con il cavo in dotazione e premere il tasto PS. Una volta nella modalità provvisoria, bisogna infine recarsi alla voce numero sette, l’ultima: Ripristina ps4 – Reinstalla software di sistema.

 Come vedete, l’SSD permette di guadagnare fino a 6 secondi in fase di boot della console, e anche 20 secondi nel caricamento, piuttosto lento in senso assoluto a dire il vero, di Killzone Shadow Fall. Generalmente, le tempistiche di caricamento si riducono di circa un terzo, ma le prestazioni sono variabili in base al tipo di uso che i vari giochi fanno del supporto ottico.

Le differenze prestazionali dipendono dal fatto che l’unità a stato solido, rispetto al classico disco a funzionamento meccanico, memorizza e gestisce grandi quantità di dati senza utilizzare organi meccanici (piatti, testine, motori etc.), il tutto grazie a tecnologia simile a quella impiegata nelle memorie flash NAND.

Naturalmente, poi, spetta all’utente determinare se ha senso una spesa ingente come quella necessare per un SSD volta al miglioramento delle prestazioni della console. Ci sono vantaggi solo in termini di tempistiche di caricamento e non certo in termini di stabilità del frame rate, perlomeno stando ai test che abbiamo avuto modo di fare con questi giochi del lancio. Ad esempio, l’unità SanDisk utilizzata per questo test ha un prezzo di poco inferiore ai 200 euro, quindi circa la metà del costo complessivo della console.

PS4

L’unità di default fornita da Sony in dotazione, invece, è un disco prodotto da Hgst, una sussidiaria di Western Digital. Si tratta di una soluzione SATA II da 500 GB che opera a 5400 giri al minuto. Non è una soluzione propriamente next-gen, quindi, e per questo offre tanto spazio per l’upgrade e l’affinamento delle prestazioni. Come potete vedere nell’immagine riportata in questa pagina, di default il disco è fortemente partizionato, in modo da ottimizzare le tempistiche di accesso ai dati. Una partizione, da circa 400 MB, è quella destinata ad accogliere le installazioni dei giochi che, su PS4, sono obbligatorie.

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I grafici riportati qui sopra, invece, evidenziano come i consumi di PS4 siano leggermente superiori rispetto a quelli di Xbox One negli scenari di Idle, caricamento di Battlefield 4 e riproduzione di film su Blu-ray.

Confronto della grafica con PC e Xbox One

PS4, come abbiamo visto nelle precedenti pagine, offre prestazioni superiori a Xbox One con un picco massimo teorico di gap raggiungibile pari a circa il 40%. Ma questi primi giochi del lancio non sono certamente ottimizzati alla radice per i nuovi hardware, per cui questa differenza prestazionale non si può toccare con mano. E, possibilmente, questo non succederà in maniera netta neanche in futuro, quando Microsoft potrà colmare parte del gap servendosi della tecnologia cloud. È probabile però che le esclusive PS4 con la migliore grafica possano offrire risultati prestazionali e mondi di gioco più dettagliati rispetto alle esclusive Xbox One con la migliore grafica, come succede grossomodo anche con PS3 e Xbox 360.

Abbiamo voluto affrontare la stessa parte di gioco della campagna single player di Battlefield 4 su PS4, Xbox one e PC. Naturalmente tra le due console non ci sono differenze, mentre su PC abbiamo risultati grafici nettamente migliori in termini di dettaglio delle texture e di anti-aliasing. Su PC, inoltre, abbiamo tanti effetti grafici in esclusiva come, per esempio, capita nel caso di Assassin’s Creed IV. Detto questo, come già accadeva nella scorsa generazione, i titoli vengono ideati prendenendo a riferimento l’hardware delle console, e per questo le geometrie dei mondi di gioco non presentano punti di vantaggio su PC rispetto alle soluzioni PlayStation e Xbox.

PS4 poi è più ordinata nella costruzione e offre delle forme più compatte. Si ha la sensazione che Microsoft abbia dovuto affrettare certi processi di fabbricazione, e sia dovuta ricorrere a un form factor più grande per evitare possibili malfunzionamenti, come capitò con la vecchia Xbox 360. Ricordiamo che l’unità di alimentazione in PS4 si trova all’interno dello chassis, mentre per Xbox One è esterna, e quindi andrebbe contata a parte quando si raffrontano le dimensioni dei due sistemi.

Detto questo, Microsoft sembra aver fatto delle scelte peculiari per il lancio, in modo da limitare eventuali problemi di resa produttiva. Avere un sistema più pachidermico, con più capacità di dissipazione e, più semplicemente, più grande, riduce l’incidenza di problematiche legate alla fabbricazione in volume degli esemplari. Il risultato è che Xbox One non ha avuto problemi di offerta in questa fase di lancio, mentre PS4 è stata non disponibile in molti territori per diversi giorni. Nonostante il prezzo superiore di 100 euro, questo ha consentito a Microsoft di ridurre il gap nelle vendite, visto che sono pressoché allineate in questo momento per i due formati.

Quanto alle peculiarità hardware di PS4 rispetto a Xbox One, citiamo il raffronto tra Steam Processor: 768 nel caso di Xbox One, contro i 1152 di cui può vantare Sony con PS4. C’è una differenza anche in termini di ROPS: 32 nel caso di PS4 e 16 nel caso di Xbox One. I vantaggi architetturali in questa finestra di lancio si traducono in risoluzione native superiori per i giochi multi-piattaforma nel caso delle versioni PS4.

Battlefield 4, infatti, viene renderizzato nativamente a 900p (1600 x 900) e 60fps da PS4, mentre per Xbox One il rendering nativo viene fatto a 720p (1280 x 720) con upscaling a 1080p. Per Call of Duty Ghosts, invece, abbiamo 1080p/60fps per PS4 e 720p/60fps per Xbox One. Naturalmente, tutto ciò si traduce nel fatto che le versioni Xbox One di questi giochi presentano un aliasing maggiore, mentre le immagini su PS4 sono leggermente più definite.

Come noto, PS4 presenta al cuore una CPU/GPU personalizzata, e le due soluzioni coesistono all’interno dello stesso chip. Il blocco della CPU consiste in un processore x86-64 AMD a 8 core. La GPU, invece, è una AMD Radeon capace di raggiungere una potenza di elaborazione teorica di 1,84 TFLOP. Sappiamo anche che ci sono 8 GB di RAM GDDR5, un disco rigido da 500 GB che può essere rimosso e sostituito con un’altra unità, oltre che i moduli 802.11 b/g/n Wireless, Bluetooth 2.1 e USB 3.0 + Ethernet 10/100/1000.

PS4 usa su un unico die una combinazione di CPU/GPU, insieme a un array da 8 GB di memoria principale condivisa. Si tratta di un grosso monolitico die caratterizzato dalle seguenti dimensioni: 20 x 20 mm. Sul die principale non c’è alcuna presenza di DRAM incorporata.

Si trovano, invece, 8 circuiti integrati di memoria DRAM nella parte superiore della scheda madre di PS4, e altri 8 nella parte inferiore. Visto che la memoria complessiva del sistema è di 8 GB si può concludere che ognuno dei 16 circuiti integrati di DRAM è da 512 MB.

Una delle feature più interessanti della nuova generazione di console riguarda la capacità di scaricare contenuti aggiuntivi dalla rete mentre il sistema è in condizioni di stand-by. Questo è consentito dalla presenza di un chip adibito esclusivamente a questa funzionalità, che rimane attivo anche quando la maggior parte dei circuiti integrati è inattiva. Il processore dedicato a queste funzionalità di rete è un ASIC personalizzato da Marvell.

L’engine Wi-fi di PS4 è poi un Marvell Avastar 88W8797, che si caratterizza per output multiple-input multiple-output (MIMO) Wi-Fi 802.11 a/b/gn/ + Bluetooth 4.0 con Low Energy Support (BLE), radio FM e un blocco PMIC incorporato. È interessante notare che questo Avastar è stato originariamente progettato per gli smartphone e i tablet, ed è infatti presente in Microsoft Surface. Il modulo Wi-fi comprende anche due moduli front end Skyworks/SiGe WiFi. Il die dell’Avastar si caratterizza per le seguenti dimensioni: 5.6 x 6.9 mm; ed è stato fabbricato da TSMC con processo produttivo di tipo “mixed-signal” a 65 nanometri.

PS4 è, infine, dotata di un secondo processore adibito alla gestione del networking e di ulteriori 256MB di RAM DDR3. Il processore ausiliario è attualmente noto con il nome di SCEI CXD90025G, e si basa su architettura ARM.

Conclusioni

Il lancio di PS4 e di Xbox One è stato un ‘epic win’ sia per Sony che per Microsoft, visto che in entrambi i casi i due produttori di console hanno registrato vendite superiori alle aspettative. Con la precedente generazione di console, infatti, i due produttori sono riusciti a creare nuovi videogiocatori e, soprattutto, a fidelizzare i propri utenti. I videogiocatori ‘veri’, quindi, hanno già acquistato una delle due nuove console.

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Naturalmente, nella maggior parte dei casi (ma non sempre, vero Stefano?), si è trattato di fare una scelta tra PS4 e Xbox One. I due sistemi, anche se vanno a sfidarsi nello stesso settore, presentano differenze significative, come abbiamo visto nel corso dell’anno e in queste due recensioni, e sostanzialmente si concentrano l’una sul gaming puro, e parlo ovviamente di PS4, e l’altra sugli elementi collaterali, come la TV o lo stesso Kinect. Xbox One è, quindi, più innovativa e anche per questo è riuscita a recuperare nelle vendite, nonostante gli errori in fase di annuncio e di promozione fatti da Microsoft nel corso dell’anno.

Detto questo, nel 2014 entrambi i formati incontreranno delle sfide non indifferenti. Il solito emergere dei dispositivi mobile, che attirano sempre più i giocatori, e l’introduzione di soluzioni che costituiscono un incrocio tra PC e console, come le Steam Machine di Valve, potrebbero erodere parte del pubblico fidelizzato di cui abbiamo già parlato. Una discriminante importante sarà costituita dalla qualità dei giochi e, soprattutto, delle eclusive.

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Il vantaggio enorme che hanno sia Microsoft che Sony rispetto agli altri produttori di sistemi di gaming riguarda il supporto di chi i giochi li fa. I principali sviluppatori di videogiochi sono alacremente concentrati sui nuovi hardware introdotti dalle due console appena lanciate sul mercato, e sono alla ricerca di soluzioni per sfruttarli al meglio. In questa fase, quindi, esattamente come accaduto con la precedente generazione, PS4 e Xbox One sono il punto di riferimento, in termini di architettura hardware, per gli sviluppatori più importanti.

Ma tornando all’interminabile sfida tra formati, PS4 mette in risalto degli evidenti vantaggi su Xbox One, riguardanti principalmente le prestazioni. Grazie all’hardware più spinto, PS4 garantisce prestazioni superiori rispetto al formato rivale di circa il 40/50% in questa fase di lancio e, come abbiamo visto in passato, questo consente di avere risoluzioni native superiori su PS4 e, conseguentemente, meno aliasing. Ma le prestazioni migliori riguardano anche l’interfaccia utente, che è più facilmente interpretabile nel caso di PS4 e più reattiva: come abbiamo visto, infatti, nella maggior parte dei casi, dal momento in cui si inserisce il disco nel lettore, serve meno di un minuto per iniziare a giocare, contro attese superiori anche a 15 minuti nel caso di Xbox One.

Naturalmente un fattore molto importante di differenziazione è poi il prezzo, inferiore di 100 euro. Ma a tal proposito c’è da capire che ruolo abbiano Kinect e le tecnologie di tracciamento in questa generazione. PS4, infatti, è semplicemente un’evoluzione delle console PlayStation che l’hanno preceduta, ma siamo sicuri che, in considerazione dei cambiamenti che hanno recentemente riguardato il mondo della tecnologia e dei videogiochi, sia sufficientemente innovativa per affrontare il mercato di oggi?

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Xbox One mette sul piatto delle soluzioni più aggressive e, in definitiva, sicuramente più innovative rispetto alla sua rivale. Ma è poi l’utente finale l’unico che può decidere se questa innovazione, o presunta tale, abbia effettivamente un valore di 100 euro. Il mercato, in senso più alto, decreterà se questo modo di ragionare ha senso, o se Microsoft ha sbagliato nel puntare più sull’innovazione nell’interfacciamento che sulle prestazioni.

Xbox One è avanti, a nostro modo di vedere le cose, anche in termini di line-up di lancio. Se Ryse e Dead Rising 3 sono deludenti un po’ come lo sono Killzone Shadow Fall e Knack, Forza Motorsport 5 è un gioco di ottima qualità e un racing game assolutamente realistico e fedele. Certo, è un vantaggio che tende a scomparire nel caso l’utente non sia particolarmente interessato ai racing game. Ma bisogna considerare anche l’esclusiva Titanfall, in arrivo a marzo, che da sola potrebbe consentire a Microsoft di vendere molte unità nella prima parte dell’anno perché il titolo di Respawn Entertainment promette di cambiare il modo di giocare gli shooter multiplayer.

Inoltre, considerate il fatto che il multiplayer su PS4 non è più libero come nella precedente generazione, e questo è molto deludente soprattutto perché Sony in passato ha reclamizzato molto questa “feature esclusiva” rispetto a Xbox, che invece ha sempre fatto pagare i suoi utenti per il gioco in multiplayer online. I servizi di rete, e questo riguarda anche il matchmaking e il netcode, sono ancora superiori nel caso dei sistemi Microsoft.

PS4, d’altra parte, offre la possibilità di sostituire il disco di sistema, e questo, come abbiamo visto nel corso dell’articolo, consente di ottenere dei vantaggi prestazionali significativi. Qualsiasi utente, anche senza grossa esperienza nel disassembling di sistemi, può rimpiazzare il disco, seguendo una rigorosa procedura di reinstallazione del sistema operativo. Se si danneggia l’unità di storage di Xbox One, invece, bisogna mandare in assistenza l’intera console.

PS4

Nessuna delle due console, inoltre, è retrocompatibile in questa fase con i giochi per le precedenti generazioni e, nella fattispecie, con i dischi per PS3 o Xbox 360. Questo è un bel limite, che da solo dovrebbe portare a riconsiderare attentamente l’acquisto delle console next-gen. Limite che, però, potrebbe essere risolto nel corso del prossimo anno, con l’introduzione dei servizi cloud tanto decantati sia da Sony che da Microsoft.

In definitiva, quindi, la decisione di comprare o meno al lancio PS4 o Xbox One dipende da molti fattori. Ma, quella che è la natura più profonda dei due sistemi probabilmente è anche il principale argomento di discriminazione. Insomma, se amate l’esperienza di gaming pura e se la tradizione PlayStation ha ancora un certo fascino su di voi, PS4 fa un ottimo lavoro per mantenervi ancora soddisfatti. Se siete alla ricerca di maggiore innovazione, invece, anche in considerazione del basso failure rate di questo lancio, Xbox One potrebbe essere un sistema più adatto alle vostre esigenze.

Fonte:gamemag

PlayStation 4, possibili guai in Europa: streaming giochi PS3 a rischio

Gaikai avrà difficoltà in Europa. Lo ha messo subito in chiaro Jim Ryan, amministratore delegato di Sony Computer Entertainment Europe, durante un’intervista a Edge: “Il programma è di iniziare il prossimo anno in Nord America e di offrire un servizio di streaming che permetta di giocare i giochi PS3 dapprima su PS4, poi su PS Vita e infine su PS3” ha spiegato Ryan. “Ciò avrà inizio in Nord America nel 2014. […] L’Europa è certamente sulla tabella di marcia per essere integrata nel servizio in futuro, ma per ragioni che non possiamo controllare non abbiamo ancora stabilito delle tempistiche”.

Fonte:ibttimes.com

Hard Disk esterno originale ps4

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Ciao a tutti ragazzi ieri mentre ero a fare compere mi sono imbattuto in una novità alquanto strana… Pare che la casa produttrice Sony abbia messo in commercio degli hard drive esterni per ampliare la poca memoria della nuove ps3 slim. Voi che ne pensate?

Hauppage HD PVR2: cattura video da X360 e PS3 senza ritardi

Hauppage HD PVR2 - galleria immagini
Hauppage lancia sul mercato la sua seconda generazione di recorder video in una nuova edizione specifica per console, più piccola e versatile. Parliamo dell’HD PVR2 Gaming Edition, una “scatoletta magica” capace di deviare il flusso video proveniente da PlayStation 3 o Xbox 360 per consentire la registrazione dell’output delle console direttamente su PC, senza ritardi o altri effetti negativi sul gameplay.

Il recorder va posizionato esattamente a metà strada tra l’input HDMI del televisore e l’output HDMI della X360 o quello component video della PS3. Il compito della registrazione video grava tutto sul PC (presto anche su Mac), che dovrà essere almeno una macchina di media potenza con una CPU a singolo core da 3GHz oppure un dual-core da 2GHz (dimenticate pure i vostri netbook con Intel Atom…).

Una volta connesso il tutto, tutto quello che bisognerà fare è preparare il software, impugnare il controller della console e premere il tasto sul recorder, che farà partire in remoto la registrazione sul PC con qualità fino a 1080p su X360 e 1080i su PS3. Se preferite spendere meno tempo nell’elaborazione video, l’eventuale montaggio e l’upload su YouTube, si potranno scegliere anche formati meno esosi, fino a 480p.

Un’ottima soluzione per chi è maniaco dei replay o si diletta nei montaggi video delle proprie partite, ma non è uno dei gadget più economici. L’Hauppage HD PVR2 Gaming Edition è già disponibile nei listini di alcuni rivenditori online al costo di 195€, che comprende tutti i cavi necessari ai vari collegamenti tra TV, console e PC.

 

Hauppage HD PVR2 - galleria immaginiHauppage HD PVR2 - galleria immaginiHauppage HD PVR2 - galleria immagini

Thrustmaster presenta la nuova versione del Ferrari Challenge per PC e PS3

Il volante più venduto tra i tradizionali Thrustmaster con licenza ufficiale Ferrari, è stato migliorato ancora una volta con una nuova doppia elettronica per PC e PlayStation 3.

Sono stati aggiunti una nuova pedaliera e dei pulsanti in più per una perfetta esperienza di gioco.

Vi lasciamo al comunicato ufficiale per scoprire nel dettaglio le caratteristiche che compongono questo fantastico volante.

FERRARI CHALLENGE PC/PLAYSTATION®3: UNA NUOVA VERSIONE DEL POPOLARISSIMO VOLANTE THRUSTMASTER!

Milano, 15 agosto 2012 — Il più venduto tra i volanti tradizionali Thrustmaster con licenza ufficiale Ferrari, è stato migliorato ulteriormente, con una nuova doppia elettronica per PC/PlayStation®3, una nuova pedaliera e pulsanti aggiuntivi, per divertirsi più che mai! Alcune nuove e fantastiche caratteristiche La nuova versione del Ferrari Challenge presenta importanti migliorie, concepite per aumentare il divertimento ludico degli utenti, come 3 pulsanti aggiuntivi, per un controllo ancor più efficace nei giochi di guida più recenti! Inoltre, questi pulsanti lavorano in parallelo con un nuovo e migliorato sistema elettronico.

Per non tralasciare nulla, anche tutte le componenti meccaniche del volante sono state ottimizzate. Senz’altro merita una menzione speciale la pedaliera, totalmente nuova: la sua ergonomia è stata rivista e rifinita dalla A alla Z.

Questa nuova configurazione garantisce un uso confortevole, indipendentemente dalle dimensioni dei piedi del giocatore, unito a un controllo ottimale della pressione esercitata per accelerare e frenare. Il design generale risulta tanto moderno quanto aggressivo, e comprende anche una zona di riposo anti-scivolo per i piedi.

I segreti del suo successo restano invariati Il Ferrari Challenge Wheel prosegue la sua illustre carriera – è stato tre volte platino, con oltre 1.800.000 pezzi venduti a partire dalla sua prima distribuzione.

Con questa storia di eccellenza da cui trarre ispirazione, il volante presenta caratteristiche affidabili e collaudate, come la funzione “Mapping”, la programmabilità e la sua doppia compatibilità PC e PlayStation®3. Inoltre, lo sterzo del volante è dotato di sensibilità regolabile unita a una resistenza lineare – il tutto per garantire la più precisa e realistica esperienza di guida.

La funzione di ricentraggio automatico del volante costituisce certamente un’altra caratteristica da sempre largamente apprezzata dagli utenti. Il suo cambio sequenziale montato sul volante aggiunge ancor più realismo, grazie alle 2 leve del cambio digitali in stile Ferrari.

Al centro del volante, per un comodo accesso, si trovano un D-Pad, 12 pulsanti azione (incluse le 2 leve del cambio) e un pulsante “Home” per richiamare i menu della PlayStation®3.

Una volta staccato dal suo sistema di aggancio centrale – che garantisce una stabilità ottimale nei giochi – questo volante compatto può essere riposto ovunque, in maniera semplice e veloce. Infine, ma non per questo meno importante, questo nuovo prodotto è racchiuso in un nuovo e accattivante packaging, che attirerà certamente l’attenzione tra gli scaffali di vendita.

·Il Ferrari Challenge Wheel sarà disponibile da settembre, al prezzo al dettaglio consigliato di €29,99 (IVA inclusa).